🔥 Vlahovic sgancia la bomba sulla Juve: “Tre anni di bugie sul rinnovo”. Poi la rivelazione shock sul motivo percui andò in panchina
Vlahovic rompe il silenzio sulla Juve: “Tre anni di bugie sul rinnovo”. E svela perché finì in panchina
Dusan Vlahovic torna a parlare della Juventus e lo fa con parole destinate a riaccendere il dibattito. A un mese dall’addio definitivo ai bianconeri, l’attaccante serbo ha raccontato la sua versione degli ultimi anni vissuti a Torino, soffermandosi soprattutto sulla questione del rinnovo, sul rapporto con la società e sulla scelta di iniziare dalla panchina.
Un’intervista nella quale Vlahovic non ha nascosto la propria amarezza, pur mantenendo parole di grande riconoscenza nei confronti del club che lo ha accolto per quattro anni e mezzo.
Il passaggio più forte riguarda proprio il contratto. Secondo il centravanti, per anni sarebbe stata raccontata una versione diversa da quella che lui considera la realtà.
“Per tre anni si è scritto che mi rifiutavo di prolungare la mia collaborazione”, ha spiegato Vlahovic. Poi la precisazione destinata a far discutere: “L’unica verità è che non ho avuto alcuna conversazione specifica con la società a riguardo”.
La rivelazione di Vlahovic: “Ho iniziato dalla panchina perché ero in scadenza”
Nel corso dell’intervista rilasciata a Mozzart Sport, Vlahovic ha affrontato anche uno degli aspetti più delicati della sua ultima stagione alla Juventus: l’utilizzo dalla panchina.
L’attaccante ha raccontato di arrivare da un anno complicato e di essere stato inizialmente escluso dall’undici titolare.
La sua lettura della situazione è molto precisa:
“Ho iniziato dalla panchina perché stavo entrando nell’ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l’unico motivo.”
Vlahovic ha comunque riconosciuto che nel frattempo erano arrivati anche due nuovi attaccanti, ma ha spiegato di aver accettato la situazione e di aver deciso di andare avanti professionalmente.
Una ricostruzione che inevitabilmente riporta al centro della discussione il rapporto tra il giocatore e la Juventus negli ultimi mesi della sua esperienza torinese.
“Per tre anni si è scritto che rifiutavo il rinnovo”
È però sulla questione del contratto che Vlahovic ha scelto di essere particolarmente diretto.
Secondo il suo racconto, per tre anni i media avrebbero parlato di una sua presunta indisponibilità a discutere il rinnovo con la Juventus.
“In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione”, ha raccontato.
L’attaccante ha poi aggiunto che l’ultima conversazione si era conclusa senza un accordo.
Il punto sottolineato da Vlahovic è che ci sarebbero state soltanto conversazioni generiche, senza però arrivare a una vera trattativa.
“Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni”, ha spiegato, raccontando anche quanto quella situazione abbia finito per pesargli.
“So qual è la verità e so cosa è successo”, ha detto.
Parole che restituiscono l’immagine di un giocatore convinto che la narrazione sul suo rapporto con la società non abbia raccontato completamente il suo punto di vista.
“Non parlerei di una cospirazione”
Vlahovic, tuttavia, ha evitato di definire quanto accaduto come una sorta di complotto.
Alla domanda sulla vicenda, il serbo ha infatti precisato:
“Non parlerei di una cospirazione.”
Secondo l’attaccante, si tratta piuttosto di situazioni che possono verificarsi nel calcio, soprattutto quando un giocatore entra nell’ultimo anno del proprio contratto.
Il problema, dal suo punto di vista, sarebbe stato soprattutto il modo in cui la vicenda è stata raccontata all’esterno.
“Per tre anni si è scritto che mi rifiutavo di prolungare la mia collaborazione, che non volevo parlare con la società del rinnovo del contratto”, ha ribadito.
E ancora una volta Vlahovic ha insistito sul punto centrale della sua versione: non ci sarebbero state vere discussioni concrete sul rinnovo.
La frase sui tifosi e quei fischi che ancora fanno rumore
La questione del contratto, secondo Vlahovic, avrebbe avuto inevitabilmente delle conseguenze anche sul rapporto con una parte dell’ambiente.
Il giocatore ha parlato della pressione esercitata dal pubblico, dai media e dai tifosi, spiegando di comprendere perfettamente chi finisce per credere alle notizie che vengono diffuse.
Poi ha ricordato un episodio particolarmente significativo:
“Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un’amichevole contro la squadra Under 23.”
Una frase che fotografa bene il clima vissuto dal giocatore.
Vlahovic ha anche collegato il proprio atteggiamento a un episodio molto difficile della sua esperienza juventina: l’infortunio arrivato pochi mesi prima della scadenza del contratto.
Secondo il serbo, il fatto di essersi fermato per un periodo così lungo dovrebbe essere letto anche come una dimostrazione del suo atteggiamento professionale nei confronti della Juventus, indipendentemente dal momento contrattuale che stava attraversando.
L’addio alla Juventus: “È stato un grande onore”
Nonostante le parole sulla gestione del rinnovo e sulla panchina, Vlahovic non ha riservato soltanto critiche alla Juventus.
Al contrario, nel momento in cui ha parlato del suo addio, l’attaccante ha utilizzato parole molto positive.
Il suo contratto è scaduto il 30 giugno e da quel momento il giocatore è diventato svincolato.
Ma il bilancio personale dell’esperienza bianconera resta, a suo dire, estremamente positivo.
“Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici al club”, ha dichiarato, citando il rapporto con la società, i tifosi e tutto ciò che rappresenta una delle realtà più importanti del calcio mondiale.
Poi una frase particolarmente significativa:
“È stato un grande onore e un grande piacere per me aver avuto l’opportunità di farne parte.”
Vlahovic ha ringraziato il club, i tifosi e i compagni di squadra, ricordando con orgoglio di aver indossato la maglia bianconera, giocato e segnato gol.
Il rimpianto: “Un enorme peccato non aver lottato per qualcosa di più”
C’è però anche un rimpianto.
Vlahovic avrebbe voluto vivere un’esperienza ancora più vincente con la Juventus.
“È un enorme peccato non aver avuto l’opportunità di lottare per qualcosa di più, di avere più occasioni per vincere trofei”, ha ammesso.
Nonostante questo, il serbo ha mostrato grande rispetto nei confronti del club, dicendosi convinto che la Juventus tornerà presto a lottare per obiettivi importanti.
Una conclusione che sembra voler separare le difficoltà personali degli ultimi mesi dal legame costruito con la società nel corso degli anni.
Spalletti e quelle parole che Vlahovic non dimentica
Nell’intervista c’è spazio anche per Luciano Spalletti, nei confronti del quale Vlahovic ha espresso una gratitudine particolare.
L’attaccante ha ricordato il periodo dell’infortunio e il sostegno ricevuto dall’allenatore sia quando era indisponibile sia quando era tornato a disposizione.
“Lo ringrazio in questa occasione per tutto quello che ha fatto per me l’anno scorso”, ha detto Vlahovic, sottolineando anche la volontà di Spalletti di convincerlo a restare alla Juventus.
Un riconoscimento importante che aggiunge un altro tassello al racconto dell’ultima fase della sua esperienza in bianconero.
E se un giorno tornasse alla Juventus?
Poi arriva una domanda inevitabile: Vlahovic potrebbe tornare, un giorno, alla Juventus?
La risposta del serbo lascia una porta aperta.
“Nel calcio non si sa mai cosa può succedere.”
Vlahovic ha anche riconosciuto di aver commesso degli errori in passato, soprattutto per alcune dichiarazioni pronunciate quando era più giovane.
“È tutta questione di giovinezza, inesperienza, imprudenza”, ha ammesso.
E poi la frase che alimenta inevitabilmente la curiosità dei tifosi:
“Mai dire mai. Nel calcio può succedere di tutto, proprio come nella vita. Perciò non escludo nessuna opzione.”
Non una promessa di ritorno, dunque, ma nemmeno una porta chiusa definitivamente.
“Quel club mi ha dato tanto”
Nel parlare di un possibile futuro ritorno, Vlahovic ha ribadito ancora una volta il legame con la Juventus.
“Quel club mi ha dato tanto e ho cercato di ripagarlo nel miglior modo possibile in ogni momento.”
Il giocatore ha insistito sul concetto di professionalità, spiegando di non voler mai avere il rimpianto di non aver dato tutto per la squadra.
E soprattutto ha definito la Juventus “uno dei più grandi club al mondo”, arrivando a sottolineare quanto sia importante per lui averne fatto parte.
Parole che rendono ancora più interessante il contrasto tra la riconoscenza per il club e le accuse sulla gestione del suo rinnovo.
Perché ha scelto il Besiktas
Dopo la fine del rapporto con la Juventus, Vlahovic ha scelto una nuova destinazione: il Besiktas.
La decisione, secondo quanto raccontato dal giocatore, è stata legata soprattutto alla forte volontà mostrata dal club turco di portarlo a Istanbul.
“Nella vita si deve andare dove ti vogliono di più”, ha spiegato.
Il centravanti ha raccontato che il presidente e il direttore sportivo del Besiktas si sono recati a Belgrado, rimanendo dieci giorni ciascuno e parlando con lui.
Ma non è stato l’unico elemento determinante.
Italiano decisivo nella scelta
Un ruolo importante nella decisione lo ha avuto anche l’allenatore Vincenzo Italiano, che Vlahovic conosce già dai tempi della Fiorentina.
“Questa è forse la cosa più importante”, ha spiegato il giocatore.
La possibilità di ritrovare un tecnico già conosciuto ha dunque rappresentato un fattore significativo nella scelta della nuova squadra.
Vlahovic ha inoltre raccontato di aver avuto contatti con diverse società dopo essere diventato svincolato.
“Ho avuto molti colloqui con diverse squadre”, ha spiegato.
Una situazione inevitabile per un giocatore libero da vincoli contrattuali e valutato da numerosi club.
“Credo di aver preso la decisione migliore”
La scelta, però, non è stata immediata.
Vlahovic ha spiegato di aver riflettuto a lungo e di essere stato molto paziente prima di prendere una decisione definitiva.
Alla fine, la convinzione è arrivata:
“Credo di aver preso la decisione migliore per la mia carriera in questo momento.”
Il tempo, ha aggiunto, dirà se sarà stata effettivamente la scelta giusta. Ma oggi il centravanti serbo sembra convinto della strada intrapresa.
Il capitolo Juve è davvero chiuso?
L’intervista lascia dunque diversi spunti.
Da una parte c’è un Vlahovic che vuole raccontare la propria versione sulla lunga vicenda del rinnovo, respingendo l’idea di aver trascorso anni a rifiutare una trattativa con la Juventus.
Dall’altra c’è un giocatore che non rinnega affatto la sua esperienza a Torino e che continua a parlare del club con grande rispetto.
E poi c’è quella frase sul futuro: “Mai dire mai.”
Nel calcio, del resto, le porte che sembrano chiuse possono riaprirsi quando meno te lo aspetti.
Per ora Vlahovic ha scelto Besiktas e guarda avanti. Ma le sue parole sulla Juventus hanno già riacceso la discussione sul suo passato in bianconero.
E soprattutto hanno lasciato un interrogativo destinato a far parlare ancora a lungo i tifosi: quanto sarebbe stata diversa la storia di Vlahovic alla Juventus se, fin dall’inizio, il rapporto sul rinnovo fosse stato affrontato in modo completamente diverso?

