Cragnotti lancia un appello ai tifosi: “L’Olimpico deve tornare a riempirsi, la protesta non fa bene alla squadra ed è un grande errore”
Cragnotti scuote la Lazio: «La squadra non può essere penalizzata in questo modo». E sull’Olimpico vuoto svela un retroscena emozionante
Sergio Cragnotti torna a parlare della Lazio e lo fa dopo aver assistito dal vivo alla sfida contro il Milan. L’ex presidente biancoceleste è rimasto colpito dalla squadra, ma soprattutto dall’assenza dei tifosi sugli spalti. Nessuna presa di posizione nella contestazione a Lotito, precisa Cragnotti, ma un appello diretto alla tifoseria: «Invito tutti a rientrare e a pensare al bene della Lazio». Poi il ricordo dei suoi anni alla guida del club, il racconto della contestazione e un momento che lo ha profondamente emozionato: una mamma con un neonato in braccio a tifare Lazio in uno stadio quasi vuoto.
Cragnotti torna all’Olimpico e parla della sua Lazio
Un ritorno allo stadio che non poteva passare inosservato.
Sergio Cragnotti era presente sabato all’Olimpico per assistere alla sfida tra Lazio e Milan. L’ex presidente biancoceleste ha scelto di tornare a vedere dal vivo la squadra dopo averla seguita prevalentemente in televisione e, al termine della partita, ha affidato a Il Messaggero le proprie impressioni.
Non soltanto un’analisi della gara.
Cragnotti ha parlato soprattutto di ciò che ha provato entrando in uno stadio senza il consueto calore della tifoseria laziale. Una sensazione che, per chi ha vissuto gli anni della sua presidenza, assume un significato ancora più forte.
L’ex patron ha voluto mantenere le distanze dalla contrapposizione tra la tifoseria e Claudio Lotito.
Ma ha scelto comunque di lanciare un messaggio molto chiaro.
La Lazio, secondo Cragnotti, ha bisogno dei suoi tifosi.
E lo ha spiegato con parole particolarmente sentite.
«Sono andato e sono rimasto anche soddisfatto»
Cragnotti racconta innanzitutto le ragioni che lo hanno spinto a tornare all’Olimpico.
La curiosità di vedere dal vivo una squadra che, guardandola in televisione, gli aveva trasmesso qualcosa di diverso rispetto alle stagioni precedenti. E poi una sfida dal sapore particolare, quella contro il Milan, che gli ha inevitabilmente riportato alla mente gli anni in cui Lazio e rossoneri si contendevano lo scudetto.
Volevo vedere la Lazio dal vivo dopo averla scoperta in televisione, perché ho intuito che c’era qualcosa di diverso rispetto agli ultimi anni. E poi la grande sfida col Milan, con cui alla fine degli anni ’90 ci siamo contesi lo scudetto: era un’attrazione, così sono andato e sono rimasto anche soddisfatto, nonostante il pareggio.
Una valutazione positiva, dunque, nonostante il risultato.
Ma è entrando nello stadio che Cragnotti ha vissuto l’aspetto più particolare della giornata.
L’Olimpico vuoto e quella scena che ha commosso Cragnotti
La contestazione della tifoseria biancoceleste ha lasciato inevitabilmente un segno sull’atmosfera dell’Olimpico.
Cragnotti ha raccontato di aver percepito immediatamente qualcosa di insolito, arrivando addirittura a paragonare alcuni momenti dell’impianto romano a San Siro per la presenza dei sostenitori rossoneri.
Ma in mezzo a quello scenario c’è stato un episodio che lo ha colpito profondamente.
Una mamma con un bambino di pochi mesi in braccio, presente allo stadio per sostenere la Lazio.
Per Cragnotti quella scena rappresenta il significato più autentico della passione biancoceleste.
Non voglio entrare nella questione tra i tifosi e il presidente Lotito, è una contesa che non mi interessa, quindi voglio dire la mia solo su quello che penso e che ho provato entrando in uno stadio vuoto, che addirittura sembrava San Siro in alcuni momenti. C’erano sostenitori rossoneri ovunque. Non vi nego che mi sono commosso, allo stadio, quando ho visto una mamma con un neonato in braccio tifare per i biancocelesti. Non penso quel bimbo avesse più di qualche mese, eppure lei è voluta andare all’Olimpico. Ecco, quello è un atto di fede nei confronti della Lazio e sono convinto che tutti possano farlo, nonostante la contestazione nei confronti del club.
È probabilmente il passaggio più emozionante dell’intervista.
Non una critica alla contestazione, ma una riflessione sul rapporto tra la Lazio e chi la ama.
L’appello ai tifosi: «Rientrate»
Ed è proprio da questa considerazione che nasce l’appello di Cragnotti.
L’ex presidente non vuole entrare nel merito dello scontro tra tifosi e società, ma chiede di separare la contestazione alla dirigenza dal sostegno alla squadra.
Il concetto è molto chiaro: secondo Cragnotti, i giocatori non dovrebbero essere privati del sostegno del pubblico.
E soprattutto nei momenti difficili, secondo l’ex presidente, il contributo della Curva potrebbe fare la differenza.
Senza alcuno spirito polemico, invito tutti a rientrare e a pensare al bene della Lazio, intesa come squadra. Anche sabato, nei momenti di difficoltà contro il Milan, la Curva e tutti gli altri settori avrebbero aiutato i giocatori a resistere, a trovare le forze per reagire ad un ciclone in arrivo. Ci sono altre forme di protesta, la squadra non può essere penalizzata in questo modo, la Nord è qualcosa di speciale quando si accende.
Una frase destinata inevitabilmente a far discutere.
Perché arriva da una figura che conosce bene il rapporto tra la Lazio e il suo pubblico e che ha vissuto in prima persona anche i momenti più complicati della sua presidenza.
Il ricordo della contestazione e quel passato impossibile da dimenticare
Cragnotti torna infatti con la memoria agli anni della sua gestione.
Un periodo nel quale la Lazio conquistò trofei, visse stagioni straordinarie e arrivò ai vertici del calcio italiano ed europeo.
Ma non furono soltanto successi.
Ci furono anche momenti di forte contestazione.
E Cragnotti ne ricorda uno in particolare, raccontando la tensione vissuta attorno alla sede di via Novaro.
Signori? La sede di via Novaro assediata, gli elicotteri, la polizia, qualche lacrimogeno. Mia moglie mi chiamava impaurita da casa e io continuavo a non capire perché la gente non si fidasse di quello che stavo facendo. Sono sempre stati molto esigenti, diversi da tutti gli altri e in particolare da quelli romanisti, che spesso fanno sold out anche quando la loro squadra va male. I laziali sono davvero il dodicesimo uomo in campo, quando decidono di fare la differenza sono i più determinanti del nostro campionato. Ma su certe cose vanno diritti per la loro strada. Ricordo anche che impedirono a me e al presidente Sensi di fare un derby estivo, come spesso giocavano Inter e Milan a San Siro, perché non volevano aggiungere una stracittadina. Comunque spero che tornino presto perché ho visto una Lazio divertente, che può dare delle soddisfazioni anche a loro.
Parole che raccontano bene quanto complesso sia sempre stato il rapporto tra la tifoseria laziale e la società.
Cragnotti riconosce ai tifosi una caratteristica precisa: l’esigenza.
Una passione che, proprio per la sua intensità, può trasformarsi anche in contestazione quando le aspettative non vengono rispettate.
Ma l’ex presidente sottolinea anche il potere della tifoseria quando decide di spingere la squadra.
«I laziali sono davvero il dodicesimo uomo in campo», afferma.
Ed è proprio quel dodicesimo uomo che Cragnotti vorrebbe rivedere all’Olimpico.
La Lazio vista da Cragnotti: «Meglio questa della precedente»
Ma l’intervista non si ferma al rapporto con i tifosi.
Cragnotti ha parlato anche della squadra e ha espresso una valutazione decisamente positiva rispetto alla Lazio della stagione precedente.
L’ex presidente vede una formazione più coinvolgente, più intensa e soprattutto più appassionata.
Il riferimento alla sfida contro il Milan è significativo.
Nel primo tempo, secondo Cragnotti, la squadra lo ha impressionato per ritmo e intensità. Poi, nella ripresa, qualcosa è cambiato.
Per me è meglio questa Lazio della precedente, la vedo anche giocare molto meglio, con più passione e trasporto. Ha carattere, il primo tempo contro il Milan mi ha impressionato per il ritmo e l’intensità. Poi è crollata, ha finito la benzina e si è consegnata ai rossoneri, che avevano cambi molto più competitivi. La squadra di Sarri, anche dal vivo contro il Como, mi aveva deluso e non ha fatto una grande stagione. Il centrocampo, con Frattesi e Taylor, ha fatto un grande salto di qualità. Penso che tornerò a vederla.
Anche in questo caso il giudizio è netto.
Cragnotti promuove la nuova Lazio rispetto a quella precedente e individua soprattutto nel centrocampo uno dei reparti che avrebbe compiuto il salto di qualità più significativo.
Il Milan ha mostrato i limiti della Lazio
La sfida contro i rossoneri, però, ha anche evidenziato un problema.
La Lazio è partita con grande intensità, riuscendo a mettere in difficoltà il Milan, ma secondo Cragnotti ha progressivamente perso energie.
Il secondo tempo ha raccontato una storia diversa.
Il Milan ha potuto contare su cambi più competitivi e questo, secondo l’ex presidente, ha avuto un peso importante nell’economia della gara.
È una lettura interessante perché non cancella la prestazione positiva della Lazio.
Al contrario.
Cragnotti sembra vedere proprio nel primo tempo la conferma delle potenzialità della squadra.
Il problema, semmai, è la continuità.
«Penso che tornerò a vederla»
È forse una delle frasi più semplici, ma anche una delle più significative.
Cragnotti ha apprezzato ciò che ha visto e non esclude di tornare presto all’Olimpico.
L’ex presidente sembra dunque aver ritrovato entusiasmo per una squadra che, rispetto alla passata stagione, gli ha trasmesso sensazioni differenti.
E il suo appello ai tifosi va esattamente nella stessa direzione.
Cragnotti vorrebbe vedere una Lazio accompagnata nuovamente dal suo pubblico.
Non entra nel merito dello scontro con Lotito.
Non pretende di dare lezioni alla tifoseria.
Ma da ex presidente e da tifoso chiede una cosa precisa: che la squadra non venga lasciata sola.
Cragnotti riaccende il dibattito: la Curva può fare la differenza?
Le sue parole inevitabilmente riaprono una discussione che va oltre la singola partita contro il Milan.
Quanto può incidere una Curva piena sulle prestazioni della squadra?
Quanto può essere importante il sostegno del pubblico nei momenti di difficoltà?
E soprattutto, è possibile contestare la società continuando contemporaneamente a sostenere la squadra?
Sono domande alle quali ogni tifoso può dare una risposta diversa.
Cragnotti, però, sembra avere una posizione precisa.
La contestazione può esistere, ma secondo lui esistono anche altre forme per manifestare il proprio dissenso.
La squadra, invece, dovrebbe continuare a ricevere il sostegno del suo popolo.
Il messaggio dell’ex presidente è chiaro
L’intervento di Cragnotti lascia dunque diversi spunti.
Da una parte c’è la nostalgia per un’epoca nella quale la Lazio aveva raggiunto risultati straordinari.
Dall’altra c’è la fotografia di una squadra che, almeno secondo il suo ex presidente, oggi sembra avere qualcosa in più rispetto al recente passato.
E poi c’è l’appello ai tifosi.
Quello più importante.
Tornare all’Olimpico.
Tornare a sostenere la squadra.
Perché, secondo Cragnotti, la Lazio con il suo pubblico può essere un’altra cosa.
E quella scena della mamma con il neonato in braccio sembra racchiudere esattamente il messaggio che l’ex presidente voleva lasciare.
Una madre, un bambino di pochi mesi e la Lazio da sostenere in uno stadio quasi vuoto.
Per Cragnotti, un autentico atto di fede.
Cragnotti promuove la nuova Lazio e lancia l’appello
Il ritorno all’Olimpico ha dunque lasciato il segno.
Cragnotti ha visto una Lazio che gli è piaciuta, soprattutto per il carattere e l’intensità mostrati nella prima parte della gara contro il Milan.
Ha individuato nel centrocampo un importante punto di forza.
Ha ricordato il passato e le contestazioni della sua gestione.
Ma soprattutto ha lanciato un messaggio alla tifoseria biancoceleste.
La contestazione può continuare, ma la squadra non deve essere lasciata sola.
È questo il cuore delle parole dell’ex presidente.
E mentre il dibattito tra tifosi e società prosegue, Cragnotti sembra aver già scelto da che parte stare: dalla parte della Lazio e del suo ritorno al centro dell’Olimpico.

