Lorenzo Valeriani in esclusiva: “Amorim non può cambiare continuamente formazione, altrimenti crea confusione. Sul derby: “Ecco che partita mi aspetto”
Dopo la frenata contro il Bournemouth, il Milan riparte in campionato grazie alla preziosa vittoria contro l’Udinese, conquistando tre punti fondamentali per restare in scia delle prime della classifica. Nonostante le assenze, la formazione di Amorim rilancia le proprie ambizioni e manda un segnale importante alle rivali in vista del derby di sabato contro l’Inter.
Che stracittadina ci aspetta, anche alla luce degli impegni del turno infrasettimanale? E, dopo la battuta d’arresto europea, l’Europa League può rappresentare un obiettivo concreto per i rossoneri?
Di questo e molto altro abbiamo parlato telefonicamente, in esclusiva per Passionecalcio.eu, con Lorenzo Valeriani, blogger e tifoso milanista, che ci ha raccontato anche come è nata la sua passione per i colori rossoneri.
Com’è nata la tua passione per il Milan? C’è stato un giocatore che ti ha fatto innamorare particolarmente dei colori rossoneri o una partita che ti ha fatto capire quanto fosse grande questa passione? Qual è la partita che porti più nel cuore e quale, invece, vorresti dimenticare?
Giocando moltissimo a calcio ed essendo un portiere, il mio idolo, che mi ha conquistato e fatto innamorare del Milan, è stato Sebastiano Rossi. Fin da quando ho iniziato a giocare, il mio esempio era proprio lui, per la bravura, la forza che dimostrava tra i pali e anche per la sua altezza. Purtroppo, però, su quest’ultimo aspetto non sono riuscito a emularlo!
Oltre a Sebastiano Rossi, a farmi innamorare follemente del Milan è stata la straordinaria epopea di Sacchi, con i grandissimi calciatori che ne facevano parte, come Van Basten e Gullit, per citarne alcuni. Anche il Milan di Ancelotti, però, ha scritto pagine importanti e indelebili della nostra storia calcistica.
La partita che porto più nel cuore? Sicuramente la finale di Champions League di Manchester contro la Juventus, che ritengo persino più importante di quella vinta contro il Barcellona. Battere la squadra che dominava il calcio italiano in quegli anni, dopo aver disputato un euroderby tesissimo, è stato incredibile: una goduria tripla!
La partita che, invece, avrei voluto dimenticare? Probabilmente sorprenderò qualcuno, ma dico quella contro il Deportivo La Coruña, quando perdemmo 4-0 nella gara di ritorno, più ancora della finale di Istanbul contro il Liverpool. Contro i Reds, infatti, ci siamo successivamente presi la rivincita ad Atene. Aggiungerei anche i derby persi contro l’Inter durante la gestione Pioli.
Quale è stato un momento in cui hai capito che la tua passione per il Milan poteva diventare anche un modo per comunicare con altre persone?
Ho cominciato a realizzare video su YouTube durante il periodo in cui sulla panchina del Milan c’era Cristian Brocchi: era il Milan più brutto che avessi mai visto!
Parallelamente, ho iniziato a prendere posizione anche in altri ambiti sportivi, in particolare in MotoGP, schierandomi dalla parte dei biaggisti e dei lorenziani. Era il periodo del titolo perso da Valentino Rossi e dei fatti accaduti a Valencia. Ancora oggi continuo a sostenere queste tifoserie, che, secondo me, erano costrette a fare i conti con telecronache piuttosto particolari di Guido Meda. Anche nel calcio mi capita di confrontarmi con opinioni come quelle di Adani, che ritengo discutibili in determinati contesti.
Insomma, cerco sempre di schierarmi dalla parte di chi, a mio avviso, subisce delle ingiustizie nello sport e non trova nessuno che lo difenda. Ho iniziato per gioco e, con il tempo, ho ampliato sempre di più la mia attività. So che il mio canale potrebbe crescere ancora, ma sono sicuro che, passo dopo passo, ci riuscirò!
Come vivi il fatto che, quando esprimi un’opinione sul Milan e sul calcio, dall’altra parte dello schermo ci siano tanti tifosi pronti a confrontarsi con te?
Non ho assolutamente paura di confrontarmi con le persone, perché accetto ben volentieri il dibattito sul calcio, purché avvenga con chi conosce davvero questo sport e sa di cosa sta parlando. Faccio fatica, invece, ad accettare le critiche da parte di chi non ha mai vissuto il calcio sul campo.
Se una critica è costruttiva e può aiutarmi a crescere, imparare e migliorare, per me non è assolutamente un problema. Anzi, sono il primo a riconoscere di aver sbagliato e a dare ragione a chi mi fa notare qualcosa di fondato. Se, invece, una persona parla senza conoscere davvero l’argomento, allora la situazione cambia e finisco per arrabbiarmi, perché non lo ritengo un confronto costruttivo.
A volte riesco anche ad anticipare determinate situazioni calcistiche. Non lo dico per vantarmi, ma basti pensare a quando sostenevo che Fonseca dovesse essere esonerato già dopo poche giornate. A novembre, infatti, la società ha deciso di mandarlo via, confermando, a mio avviso, che la mia valutazione era corretta.
In definitiva, accetto molto volentieri il confronto, ma deve essere costruttivo e provenire da persone che conoscono davvero l’argomento di cui stanno parlando, in questo caso il calcio.
Domenica il Milan ha conquistato tre punti pesanti sul difficile campo dell’Udinese, imponendosi con una prestazione convincente e di carattere contro una squadra fisica e ostica come quella friulana. Secondo te, che segnale lancia questa vittoria alle dirette rivali? E, considerando che siamo ancora a ottobre, il Milan può davvero ambire alla conquista dello scudetto?
La vittoria di domenica ha sicuramente mandato un segnale importante alle rivali, ma per restare ai vertici del campionato e ambire allo scudetto servirà molto di più. C’è innanzitutto da sistemare una difesa ancora troppo ballerina, in pieno stile Zeman: una fragilità che non ci si può permettere se si vuole lottare per traguardi importanti.
Inoltre, Amorim deve evitare di cambiare continuamente formazione. Nelle ultime partite, però, sembra finalmente aver individuato il modulo giusto, ovvero il 4-3-3, che ritengo il più adatto alle caratteristiche della rosa a disposizione.
Da tifoso, sto ancora aspettando il calcio scintillante promesso da Amorim, ma fino a questo momento non l’ho praticamente mai visto. Non si può promettere una determinata idea di gioco senza poi riuscire a metterla in pratica. Basti guardare la partita di Udine: se l’Udinese avesse avuto un centravanti di maggiore qualità, avrebbe potuto vincere senza particolari difficoltà.
Amorim, quindi, deve fare attenzione: se i risultati dovessero peggiorare, la situazione potrebbe diventare davvero complicata. Milan da scudetto? No deve assolutamente per farlo prendere tre rinforzi che sono: Centrale, terzino, attaccante”
Qual è il calciatore che, secondo te, sta compiendo un ulteriore salto di qualità con l’arrivo di Amorim? E chi, invece, non ti sta convincendo in queste prime partite, compresa quella di domenica?
Sinceramente, faccio davvero fatica a individuare un calciatore che abbia compiuto un ulteriore salto di qualità grazie ad Amorim. Ritengo che il tecnico sia ancora molto confuso dal punto di vista tattico.
La sua idea di gioco offensivo mi piace, ma credo che debba essere sviluppata mantenendo una maggiore continuità negli interpreti e nell’assetto tattico. Se il 4-3-3 funziona, bisogna proseguire su quella strada, senza stravolgere continuamente lo schieramento e alimentare inutilmente la confusione.
Avere un modulo di riferimento stabile permetterebbe alla squadra di acquisire maggiori certezze e di affrontare anche le emergenze legate agli infortuni in maniera più organizzata e sicura, senza dover cambiare continuamente assetto.
Guardando al percorso europeo dei rossoneri, pensi che l’Europa League sia un trofeo alla portata del Milan o è un problema giocare il giovedì? Amorim è il tecnico giusto per l’Europa League?
Finché si tratta della fase iniziale della competizione, qualche difficoltà può essere comprensibile, ma quando si entrerà nella fase più delicata sarà fondamentale giocarsela fino in fondo, se si vuole essere competitivi.
Questo vale soprattutto nel caso in cui il Milan non riuscisse a restare in scia delle prime in campionato. La lotta per un posto in Champions League, infatti, si preannuncia molto combattuta, con diverse squadre agguerrite e ben attrezzate, come Como, Roma e Napoli, pronte a dare il massimo per raggiungere l’obiettivo.
Se non si riesce a investire e a rafforzare adeguatamente la rosa, conquistare un posto in Champions attraverso il campionato può diventare complicato. Per questo motivo, il Milan dovrebbe puntare con decisione anche sull’Europa League, una competizione che, oltre a rappresentare un trofeo europeo prestigioso, offre la possibilità di qualificarsi alla Champions League.
Non condivido, quindi, l’idea di snobbare questa competizione, soprattutto dopo prestazioni come quella contro il Bournemouth. Il Milan è una grande società e, quando gioca in Europa, ha il dovere di essere all’altezza della propria storia e di fare bella figura. Amorim il tecnico giusto per l’Europa League? Non lo è neanche per il Milan in se, la società si è accontentata visto che i nomi altisonanti non sono venuti e questi sono i risultati
Che derby ti aspetti sabato con l’Inter dal punto di vista tattico considerando gli ultimi derby e quanto la squadra di Chivu soffra questa partita?
Considerando che Pioli non è più alla guida del Milan, credo che ci siano buone possibilità di fare bene nel derby di sabato. Da quando è andato via, infatti, il Milan non ha più sbagliato una stracittadina.
Dal punto di vista tattico, se Chivu dovesse schierare l’Inter secondo il suo assetto abituale, Amorim dovrà prestare particolare attenzione alla fase difensiva, evitando di lasciare troppi spazi. Con la qualità dei nerazzurri, una difesa troppo vulnerabile potrebbe mettere seriamente in difficoltà il Milan.
Mi auguro che sia un derby spettacolare, anche se non credo che assisteremo a una partita ricca di gol come quella tra Atalanta e Frosinone, terminata 4-4 domenica. Molto dipenderà anche da chi riuscirà a sbloccare il risultato: il primo gol potrebbe arrivare da un protagonista inatteso, come Cissè o Gonçalo Ramos, per fare due esempi.
Il fatto che si giochi dopo il turno infrasettimanale non aiuta, perché entrambe le squadre potrebbero arrivare alla sfida stanche e provate. Bisognerà considerare anche la situazione delle diffide, che potrebbe influire sulle scelte degli allenatori.
L’Inter arriva al derby da una posizione di classifica migliore, ma il Milan dovrà cercare di sfruttare le difficoltà che i nerazzurri hanno mostrato in questa sfida. Se, inoltre, dovessimo sbagliare la partita contro il Bologna, la pressione ricadrebbe interamente su di noi
