Ausilio Inter è addio, ma chi sarà il suo sostituto? C’è un unico nome che mette tutti d’accordo nel club. Ecco di chi si tratta

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Ausilio-Inter, è addio: ma chi sarà il suo sostituto? C’è un solo nome che mette tutti d’accordo

Dopo quasi trent’anni, la storia tra Piero Ausilio e l’Inter sembra essere arrivata al capitolo finale. Una separazione che, se confermata nelle modalità attualmente emerse, chiuderebbe una delle esperienze dirigenziali più lunghe e significative del calcio italiano. E adesso, inevitabilmente, la domanda è una sola: chi prenderà il suo posto?

La risposta potrebbe essere già dentro casa.

Il nome che sta prendendo sempre più forza è quello di Dario Baccin, da anni al fianco di Ausilio e profondo conoscitore dell’ambiente nerazzurro. Secondo le indiscrezioni riportate nelle ultime ore, l’Inter starebbe valutando concretamente una soluzione interna per il dopo-Ausilio, con Baccin in prima fila.

E non sarebbe una scelta casuale.

Anzi, proprio la conoscenza della società, del mercato e dei meccanismi interni potrebbe rendere Baccin il candidato naturale per raccogliere una delle eredità più pesanti della storia recente dell’Inter.

Ausilio, dopo 28 anni la storia può finire

La notizia ha inevitabilmente fatto rumore.

Piero Ausilio è entrato nell’Inter nel 1998, inizialmente come responsabile del settore giovanile. Dopo anni di lavoro all’interno del club è arrivato alla prima squadra e, dal 2014, ha ricoperto il ruolo di direttore sportivo.

Quasi tre decenni vissuti all’interno della stessa società.

Un’intera era.

Secondo quanto riferito nelle ultime ore, le trattative per il rinnovo non avrebbero portato a un’intesa soddisfacente. Ausilio, il cui contratto è attualmente in scadenza nel 2027, avrebbe comunicato al club che non ci sarebbero le condizioni per proseguire oltre.

Non significa necessariamente che l’addio debba essere immediato: tra le possibilità resta anche quella di arrivare alla scadenza naturale del contratto, mentre non viene esclusa una separazione anticipata consensuale. Al momento, inoltre, non risultano accordi già definiti con un altro club.

Ma una cosa sembra ormai evidente:

l’Inter deve iniziare a pensare seriamente al dopo Ausilio.

E qui entra in scena Baccin.

Il nome che può sorprendere i tifosi: Dario Baccin

Se qualcuno si aspettava una rivoluzione con l’arrivo di un direttore sportivo proveniente dall’esterno, potrebbe rimanere sorpreso.

Perché il candidato più concreto, almeno secondo le indiscrezioni attuali, sarebbe proprio Dario Baccin.

Il dirigente rappresenterebbe una soluzione interna, già perfettamente inserita nella struttura nerazzurra e soprattutto abituata a lavorare fianco a fianco con Ausilio.

Non un nome pescato all’improvviso.

Non una suggestione.

Un dirigente che conosce già la macchina Inter.

Baccin è infatti da anni il braccio destro di Ausilio e ha accompagnato il direttore sportivo in numerose operazioni e momenti decisivi della gestione dell’area sportiva. Sky lo indica proprio come possibile soluzione interna per il post-Ausilio.

Ed è questo il dettaglio che rende la sua candidatura particolarmente interessante.

Perché proprio Baccin?

La domanda è inevitabile.

Perché l’Inter dovrebbe puntare su Baccin?

La risposta sta soprattutto nella continuità.

Cambiare Ausilio dopo 28 anni significherebbe già affrontare una svolta enorme. Affidare contemporaneamente l’area sportiva a un dirigente completamente esterno comporterebbe un ulteriore periodo di adattamento.

Baccin, invece, conosce già l’ambiente.

Conosce la struttura.

Conosce i dirigenti.

Conosce le dinamiche del mercato.

E soprattutto conosce dall’interno il lavoro che Ausilio ha portato avanti negli ultimi anni.

Per questo la sua eventuale promozione avrebbe un significato preciso:

cambiare il vertice senza stravolgere il progetto.

Baccin non sarebbe una soluzione di ripiego

È forse questo il punto più importante.

Parlare di Baccin come semplice “vice di Ausilio” rischierebbe di ridurre troppo il suo ruolo.

Il dirigente ha lavorato per anni all’interno dell’area sportiva nerazzurra e la sua eventuale promozione sarebbe quindi il risultato di un percorso già costruito.

L’Inter, in sostanza, avrebbe già in casa una figura che conosce molto bene il lavoro necessario.

Una situazione che potrebbe convincere la società a puntare sulla continuità invece di cercare altrove.

Secondo le indiscrezioni emerse oggi, Baccin sarebbe infatti il sostituto naturale di Ausilio, anche se la decisione definitiva spetterà alla società.

Marotta e la scelta più delicata

Ora la palla passa inevitabilmente ai vertici dell’Inter.

La società dovrà decidere se affidarsi a un profilo esterno oppure valorizzare una risorsa già presente.

E Baccin sembra avere un vantaggio enorme rispetto a eventuali candidati esterni: conosce già il percorso.

Il presidente Giuseppe Marotta conosce bene il valore del lavoro svolto nell’area sportiva e, in questo scenario, una soluzione interna potrebbe garantire maggiore continuità.

Non è ancora una nomina ufficiale.

Ma il nome è sul tavolo.

Ed è un nome tutt’altro che casuale.

Da Ausilio a Baccin: il passaggio di consegne può essere già scritto?

È questa la domanda che sta facendo discutere il mondo nerazzurro.

Per quasi trent’anni Ausilio è stato una presenza costante all’interno dell’Inter. La sua storia si è intrecciata con generazioni di calciatori, allenatori e dirigenti.

Ora potrebbe arrivare il momento del passaggio di consegne.

E il particolare più curioso è che il possibile successore potrebbe essere proprio l’uomo che per anni ha lavorato al suo fianco.

Una sorta di continuità interna.

Una staffetta.

Un passaggio da una generazione dirigenziale all’altra senza rompere completamente con il passato.

La vera scommessa dell’Inter

Promuovere Baccin, naturalmente, significherebbe anche affidargli responsabilità molto più grandi.

Il direttore sportivo dell’Inter non è una figura qualsiasi.

Deve occuparsi di mercato, rapporti con giocatori e agenti, programmazione, scouting e costruzione della rosa. Deve inoltre lavorare in sintonia con proprietà, presidente, area tecnica e allenatore.

È un ruolo che richiede esperienza e capacità decisionale.

Ma proprio per questo il percorso compiuto da Baccin negli anni assume ancora più valore.

La società non partirebbe da zero.

Ecco perché il nome di Baccin sta prendendo quota

La situazione, dunque, può essere riassunta così.

Ausilio è sempre più vicino all’addio all’Inter dopo 28 anni.

Il rinnovo non ha trovato una soluzione soddisfacente e il dirigente avrebbe comunicato al club la propria posizione. Resta da definire la modalità della separazione e soprattutto la tempistica.

Nel frattempo, però, l’Inter avrebbe già individuato una possibile strada.

E quella strada porta a Dario Baccin.

Il suo nome è quello della soluzione interna, il profilo che conosce meglio di tutti il lavoro svolto finora nell’area sportiva.

Non c’è ancora l’ufficialità della promozione.

Ma la candidatura è concreta.

E proprio per questo le prossime settimane potrebbero essere decisive.

Il dopo-Ausilio è già cominciato

Il paradosso è che l’Inter potrebbe non aver bisogno di cercare troppo lontano.

Il possibile erede di Ausilio è già a Milano.

È già dentro la struttura.

E da anni lavora proprio al fianco del dirigente che potrebbe lasciare il club.

Dario Baccin.

Se la società dovesse scegliere questa strada, non sarebbe una rivoluzione totale.

Sarebbe una staffetta.

Ausilio lascerebbe dopo una storia lunga 28 anni e Baccin potrebbe raccoglierne l’eredità, portando avanti il lavoro con una propria identità ma partendo da una conoscenza profonda dell’ambiente.

La decisione definitiva, però, deve ancora arrivare.

E fino a quel momento resta una certezza soltanto: il dopo-Ausilio è diventato improvvisamente uno dei temi più importanti del futuro dell’Inter.

E il nome in cima alla lista, almeno per ora, è uno solo.

Dario Baccin.

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