Caso Bastoni-Kalulu, Marotta attacca la Juve: “Hanno dimenticato che loro per una simulazione di Cuadrado preso 70 milioni dalla Champions”
Altro che polemiche finite. Dopo il caos Bastoni–Kalulu, arriva la replica durissima di Giuseppe Marotta e il Derby d’Italia torna a infiammarsi.
Il dirigente dell’Inter non usa giri di parole e riporta tutti al 2021, tirando fuori un episodio che fa ancora discutere.
🧨 “Un piccolo episodio… che valeva 70 milioni”
Le sue parole sono una stilettata diretta alla Juventus:
“Voglio solo ricordare un piccolo episodio che coincide con Juve-Inter nel 2021. Un rigore a favore della Juve su palese simulazione di Cuadrado concesso da Calvarese: sia arbitro e organi tecnici dissero che si trattava di palese simulazione. E la Juve si qualificò in Champions, portando 60-70 milioni. Punto.”
Una chiusura secca. “Punto.” Come a dire: niente lezioni da nessuno.
⚽ Il precedente che riapre le ferite
Il riferimento è a Juventus-Inter, quando un contatto tra Juan Cuadrado e un difensore nerazzurro portò al rigore decisivo assegnato dall’arbitro Gianpaolo Calvarese.
Nei giorni successivi, lo stesso direttore di gara e gli organi tecnici parlarono di valutazione errata, definendo l’episodio come simulazione. Ma intanto il risultato era maturato. E la qualificazione in Champions pure.
Secondo Marotta, non si può dimenticare il peso economico di quella decisione: 60-70 milioni di euro legati all’accesso alla massima competizione europea.
🔥 Dal caso Bastoni-Kalulu al regolamento di conti
Il tempismo non è casuale. Le polemiche per l’ultimo Inter-Juve e il contatto tra Bastoni e Kalulu avevano riacceso le proteste bianconere. Ma la risposta dell’Inter è stata altrettanto dura.
Il messaggio è chiaro: nel calcio gli episodi si compensano nel tempo. E chi oggi grida allo scandalo, ieri potrebbe aver beneficiato di decisioni favorevoli.
🎭 Guerra totale nel Derby d’Italia
Tra dichiarazioni, frecciate e ricordi selettivi, la rivalità tra Inter e Juventus entra in una nuova fase mediatica.
Marotta non nomina direttamente nessuno, ma il bersaglio è evidente. E quel “Punto” finale suona come una porta sbattuta in faccia alle polemiche.
Il Derby d’Italia non finisce mai. E adesso, più che mai, è una questione di memoria.



