Lotito, bordata sulla contestazione: “È fuori da ogni logica. Per me parlano i fatti come il primato in classifica”
Lotito rompe il silenzio sulla contestazione della Lazio: «Siamo primi in classifica, non basta?»
Claudio Lotito torna a parlare della contestazione che da tempo accompagna la Lazio e risponde alle critiche con parole destinate a far discutere. Il presidente biancoceleste difende il proprio operato, rivendica i risultati ottenuti dalla società e indica nella classifica e nei progetti del club la risposta alle accuse della piazza.
Il rapporto tra Claudio Lotito e una parte della tifoseria della Lazio continua a essere uno degli argomenti più discussi nell’ambiente biancoceleste. Nonostante un avvio di stagione positivo sul campo, infatti, il confronto tra il presidente e una parte dei sostenitori non sembra destinato a spegnersi.
Una situazione che Lotito ha affrontato direttamente nel corso di un’intervista a Il Fatto Quotidiano, nella quale il numero uno della Lazio ha scelto di rispondere alle contestazioni difendendo con decisione il lavoro portato avanti dalla società.
Il presidente biancoceleste ha fatto riferimento innanzitutto ai risultati della squadra, utilizzandoli come elemento concreto per replicare alle critiche.
Lotito risponde alla contestazione: «Parlano i fatti»
Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda proprio la contestazione nei confronti del presidente della Lazio. Lotito non ha nascosto il proprio disappunto e ha definito la situazione difficile da comprendere secondo il suo punto di vista.
«Non mi faccia parlare, parlano i fatti per me. Quello che sta succedendo contro di me è fuori da ogni logica. Non ha logica».
Parole particolarmente nette, alle quali il presidente ha aggiunto una domanda destinata inevitabilmente a riaccendere il dibattito tra i sostenitori biancocelesti:
«Dicono: “Con Lotito i tifosi non sognano”. Ma che vuol dire? Siamo primi in classifica, non basta?».
È proprio il riferimento alla classifica uno dei punti centrali della posizione espressa da Lotito. Il presidente considera infatti i risultati ottenuti dalla squadra come una delle principali risposte alle critiche ricevute negli ultimi mesi.
La sua tesi è chiara: prima ancora delle parole, a parlare devono essere il campo, i risultati e il lavoro quotidiano della società.
Lazio, Lotito rivendica il lavoro della società
Il presidente biancoceleste non si è però limitato a parlare esclusivamente dei risultati sportivi.
Nel corso dell’intervista ha infatti allargato il discorso alla gestione complessiva del club, ricordando gli investimenti e i progetti che, secondo la sua visione, fanno parte di un percorso più ampio.
«Non basta comprare i giocatori, avere una squadra determinata, che combatte, né fare l’Academy, voler fare lo stadio. L’unico assioma loro è: Lotito deve andare via».
Una frase che fotografa bene il punto di vista del presidente: secondo Lotito, anche la presenza di una contestazione non può cancellare il lavoro che la società sostiene di aver portato avanti sul piano sportivo e infrastrutturale.
Mercato, Academy e progetto stadio diventano quindi elementi della sua difesa della gestione del club.
Il messaggio lanciato dal presidente è che la valutazione del suo operato non dovrebbe concentrarsi esclusivamente sul rapporto personale con la tifoseria, ma anche sui risultati e sulle iniziative sviluppate dalla società.
«Faccio il presidente nell’interesse della società»: Lotito non arretra
Nel corso dell’intervista, Lotito ha affrontato anche il tema del rapporto con chi lo contesta, spiegando di non ritenere necessario modificare il proprio modo di lavorare sulla base delle critiche.
«Io non devo parlare con nessuno, faccio il presidente nell’interesse della società».
Una posizione che conferma la linea già espressa dal presidente in altre occasioni: Lotito rivendica il proprio ruolo istituzionale e sostiene di agire nell’interesse della Lazio.
Il numero uno biancoceleste ha poi spiegato di valutare le persone soprattutto attraverso i loro comportamenti, senza voler entrare nel merito delle contestazioni o cercare di censurare le iniziative della tifoseria.
«Con tutto il rispetto ma sul lato umano poi il mio giudizio sulle persone è sulla base dei comportamenti. Mica posso censurare i comportamenti della gente, non sono abituato. Facciano quello che vogliono e poi si vedrà».
Parole che lasciano intendere come il presidente non sembri intenzionato a cambiare strategia di fronte alle contestazioni.
Lotito e il riferimento a Reggio Calabria: «Vengo portato in trionfo»
Nella sua analisi, Lotito ha poi fatto riferimento anche all’accoglienza ricevuta in altre realtà, citando in particolare Reggio Calabria.
Il presidente ha spiegato:
«Se uno esce da Roma, c’è una situazione diversa. Ogni volta che vado a Reggio Calabria vengo portato in trionfo, abbiamo vinto 7 a 0 e 5 a 0 le prime partite».
Il riferimento serve a evidenziare, secondo Lotito, la differenza tra la percezione del suo operato all’interno di Roma e quella che avrebbe riscontrato in altri contesti.
Una contrapposizione che lo stesso presidente ha poi nuovamente richiamato parlando del racconto mediatico relativo alle contestazioni.
«Poi torno a Roma e raccontano che pure a Reggio mi contestano».
Anche questo passaggio contribuisce a rendere ancora più acceso il dibattito attorno al rapporto tra Lotito, Lazio e tifoseria.
Lazio, risultati e contestazione: il paradosso evidenziato da Lotito
La questione centrale rimane quindi una: come possono convivere risultati positivi e contestazione?
È questo il paradosso che emerge dalle parole del presidente.
Da una parte c’è una squadra che, secondo quanto sottolineato dallo stesso Lotito, occupa il vertice della classifica. Dall’altra continua a esserci una parte della tifoseria che manifesta il proprio dissenso nei confronti della proprietà e della gestione del club.
Il risultato è un clima particolarmente particolare attorno alla Lazio, nel quale il rendimento sportivo non sembra essere sufficiente a ricucire completamente il rapporto tra società e piazza.
Lotito, tuttavia, sembra voler seguire una strada precisa: lasciare che siano i fatti a parlare.
È questo il concetto che ritorna più volte nelle sue dichiarazioni. Il presidente non sembra intenzionato a trasformare la contestazione in un confronto personale continuo e preferisce sottolineare ciò che la società sta facendo e ciò che la squadra sta ottenendo sul campo.
Lotito-Lazio, la sfida resta aperta
Il tema della contestazione, dunque, resta tutt’altro che chiuso.
Le parole di Lotito potrebbero alimentare ulteriormente il dibattito tra i sostenitori biancocelesti, soprattutto per la durezza con cui il presidente ha definito «fuori da ogni logica» quanto sta accadendo nei suoi confronti.
Allo stesso tempo, il riferimento alla classifica rappresenta il principale argomento utilizzato dal presidente per difendere la propria gestione.
«Siamo primi in classifica, non basta?»
La domanda di Lotito è destinata a diventare uno dei passaggi più discussi dell’intervista, perché mette direttamente a confronto due realtà che continuano a viaggiare su binari differenti: da una parte i risultati e le ambizioni sportive, dall’altra il malcontento di una parte della tifoseria.
Sul futuro della Lazio, quindi, il confronto rimane aperto.
Lotito ha ribadito di voler continuare a svolgere il proprio ruolo nell’interesse della società, senza farsi condizionare dalle contestazioni. E mentre la squadra sarà chiamata a confermare sul campo le proprie ambizioni, il rapporto tra presidente e tifoseria continuerà inevitabilmente a essere uno dei temi più caldi dell’ambiente biancoceleste.
La partita, insomma, non si gioca soltanto sul terreno di gioco.

