Marco Briano di Sarabanda in Esclusiva: “Partecipare al programma e vincere è stato il coronamento di un sogno”

 In Interviste Esclusive

Archiviata la sosta per la Nazionale questo pomeriggio riparte la serie A con il big match di giornata che sarà quello dello Stadium tra la Juventus e l’Inter, e la capolista Napoli che invece questa sera farà visita al Franchi alla Fiorentina di Pioli. Ma come arrivano le compagini di Tudor e Chivu al match e dove si deciderà la partita? Perchè il Napoli è ancora avanti rispetto alle rivali? A questi quesiti e non solo ai microfoni di Passionecalcio.eu è intervenuto Marco Briano campione dell’ultima edizione di Sarabanda di Enrico Papi appena terminata, il quale racconta anche della sua incredibile esperienza nel programma con anche aneddoti a riguardo

La tua esperienza a Sarabanda è stata incredibile compensata anche dalla tua straordinaria vincita di 126mila euro al 7×30 dove hai fatto veramente emozionare tutto il pubblico, ma mi racconti però come hai vissuto tu internamente questa esperienza televisiva e qualche curioso aneddoto relativo al provino o delle puntate in cui hai partecipato? Quale è stato il momento topico che ricorderai per sempre e quale invece è stato il più difficile

“Sarabanda è stata per me un esperienza incredibile visto che è da sempre il mio programma musicale preferito e che sognavo di fare, ed esserci riuscito e aver addirittura anche vinto è stato il coronamento di un sogno da appassionato del programma e da amante anche della musica. Nonostante ripeto era il mio sogno partecipare a questa trasmissione, sono stato comunque lucido e preciso durante il mio percorso e non mi sono fatto schiacciare dalle emozioni e poi riuscire a far bene il 7×30 in particolare che è per Sarabanda il gioco clou è stata una gioia per me veramente immensa visto anche la grande difficoltà che l’ultimo gioco porta data l’enorme complessità dei 7 motivi da indovinare in pochi secondi. Il momento più difficile? La prima puntata a cui ho partecipato in particolar modo durante il pentagramma nel quale rischiavo seriamente di uscire visto che nonostante capissi e riconoscessi le canzoni in questione trovai quel giorno concorrenti veramente veloci che riuscivano sempre ad anticipare la mia risposta. Durante il torneo dei campioni invece nel quale portavo il peso delle recenti puntate il momento più delicato era quello di non essere riuscito in alcuni round a superare l’asta musicale ma sono riuscito comunque allo stesso tempo a rimanere sereno e tranquillo. Riuscire a vincere sia il torneo classico del programma che quello dei campioni è stato veramente incredibile per me”

Ormai per i fan del programma sei “Scacco Matto” questo incredibile personaggio che è entrato nei cuori del pubblico della trasmissione, ma alla luce di come è andata cos’è che Scacco Matto lascia e ha insegnato a Marco e quanto è stato di aiuto Marco a Scacco Matto nel proseguo del gioco? Quale è stato il tuo primo pensiero alla vittoria dei 126 mila euro e durante l’attesa per l’esito della risposta della canzone Believe e quale è stata la prima telefonata che hai fatto?

“Il soprannome Scacco Matto mi piace molto perchè il gioco degli scacchi è la mia più grande passione ma preferisco sinceramente restare Marco e rimanere comunque me stesso anche nei ricordi del programma perchè Scacco Matto è un curioso e divertente soprannome e basta ma non è un altro personaggio che è stato davanti alle telecamere, davanti alle medesime c’è stato Marco e quindi me stesso. La cosa che mi ha lasciato è stata comunque rimanere me stesso e riconoscere sempre la bravura degli avversari che avevo di fronte e cosa importante non adagiarmi mai. Il mio primo pensiero alla vittoria dei 126 mila euro è stato per me stesso perchè è stata la ciliegina sulla torta e l’apice di un coronamento di un sogno e poi per i miei genitori i quali sono stati i miei primi grandi fan e mi hanno spronato sempre e poi i miei nonni. Durante l’attesa per la risposta se Believe fosse giusta ho pensato dentro di me stavolta potrei veramente avercela fatta perchè comunque all’interno della medesima c’era comunque il trabocchetto e il dubbio sulla pronuncia della parola considerando anche il testo”

Durante il programma il pubblico ha imparato a conoscere la tua enorme passione per gli scacchi, se dovessi definire questa tua esperienza come una partita a scacchi quale termine useresti, e tu alla luce di come è andata che pedina dello scacchiere ti senti di definirti? Mi ha colpito un tuo recente virgolettato in cui hai rivelato che c’è stata una diatriba con uno sfidante e che hai provato disgusto, cosa è successo fra voi due spiegacelo nel dettaglio

“Se dovessi definire la mia esperienza a Sarabanda come una partita a scacchi la definirei di tipo strategico e di studio dei miei avversari, un vero termine tecnico degli scacchi non c’è però il termine strategia è quello giusto perchè è un gioco Sarabanda in cui devi comportarti da tale sfruttando come nel calcio l’errore dei tuoi avversari e guadagnarti il punto o la risposta corretta che ti consenta di proseguire al meglio il percorso. La diatriba? Quelle parole che ho utilizzato durante quella intervista sono state più che altro dovute ad una reazione a caldo perchè era pochi giorni dopo l’accaduto nel quale sinceramente non avevo apprezzato quanto fosse successo e la caricatura di quelle mie parole era dovuta da quello”

Uno dei concorrenti che ha fatto maggiormente discutere in questa edizione è stato Francesco, il quale ha diviso il parere del pubblico. Secondo te perchè ha fatto cosi discutere la gente Francesco dato che poi tu sui social ti sei anche esposto con un post in sua difesa molto forte visti i continui attacchi verso di lui? Immagino che sia facile legare con tutti i concorrenti, ma chi è la persona che hai conosciuto nel programma che ti rimarrà sempre nel cuore e che magari vorrai continuare a sentire?

“Francesco non meritava le critiche che ha ricevuto, è stato un concorrente che come tutti noi ha portato nel programma i suoi pregi e i suoi difetti e ha portato anche lui se stesso, era un modo di fare esuberante ma era comunque se stesso. Io poi sono stato al suo fianco per tanti round durante il torneo dei campioni e ho visto come si è goduto a pieno l’esperienza e il suo modo di fare non mi ha dato affatto fastidio anzi ci siamo trovati veramente bene insieme. Sui social invece si è andati ben oltre la divisione dei pareri del pubblico con termini nei suoi riguardi piuttosto pesanti e ingiusti e chi pensa che lui fosse il “protetto” di Enrico Papi sbaglia perchè Enrico trattava tutti noi in modo equo e ci faceva sentire tutti a nostro agio. Con chi ho legato di più? Beh i concorrenti della prima puntata a cui ho partecipato in particolare col campione Claudio, e dopo le puntate infatti si andava sempre a mangiare assieme e ci siamo uniti molto. Nel torneo dei campioni invece magari con Ilaria, con la quale ci accomuna il fatto della Liguria visto che lei viene molto spesso nella mia regione per i suoi impegni personali e poi perchè è una persona splendida”

Molto spesso i giovani ragazzi che vanno in tv che sia in programmi a quiz o in reality tendono molto a montarsi la testa, cosa ti senti di dire a questi giovani tu che comunque hai fatto un programma televisivo e dopo Sarabanda quale programma ti piacerebbe fare? Quant’è stato determinante per voi concorrenti ma in particolare per te nelle puntate che hai fatto la leggerezza e la spensieratezza di Papi e quanto ha inciso?

“Il consiglio che darei a questi ragazzi è quello di godersi la loro popolarità nei modi giusti e non rimanere troppo incollati a quel personaggio che magari in quel programma che hanno partecipato li ha resi tali, e quindi restare se stessi, il mio è più che altro un consiglio non voglio fare il professore bacchettone. Enrico Papi? La sua leggerezza e il suo modo di fare è stato molto utile per tutti noi anche perchè ha dato un colore alla trasmissione non rendendola limitata e piatta”

Oltre agli scacchi la tua grande passione è per il calcio e in particolare per il Genoa, come nasce questo amore per il club ligure e quale è stato il tuo idolo che te ne ha fatto innamorare? Secondo te il Genoa è pronto come club a puntare quest anno ad un salto di coefficiente di difficoltà più alto quale è la qualificazione nelle coppe europee oppure no e se dovessi definire Vieira una pedina di scacchi quale diresti

“La passione per il Genoa me l’ha trasmessa mio papà il quale quando aveva la mia età era un abbonato della gradinata Nord di Marassi, e poi mi piaceva molto questa unione dei giocatori e la gioia che condividono ogni volta che si fa un gol. La prima partita che io vidi allo stadio ero piccolino avevo 4 anni ed era un Genoa-Verona 4-1 di serie B, e poi seguo anche le squadre estere come il Liverpool o il Barcellona visto che i miei idoli erano Messi e Ronaldinho. Vieira? Lo definirei lo scacchista della squadra mentre per un posto in Europa preferisco rimanere obiettivo e dire che l’importante che il Genoa faccia un campionato tranquillo”

Uno dei motivi percui la serie A è in difficoltà al cospetto della Premier ad esempio è anche la questione che parecchie proprietà sono straniere come anche il Genoa, secondo te una possibile rinascita della nostra serie A può passare dal far riavere i club italiani a imprenditori italiani oppure non ritieni sia questo il problema più grave e quale invece può essere secondo te?

“Il discorso relativo all’imprenditoria è complesso per il calcio, ma la cosa che spero principalmente è che ci sia un ritorno alla spettacolarità delle partite, in cui le squadre proteggano i loro giovani talenti italiani e li valorizzano in modo da poter aiutare ancor di più la nazionale e non fare principalmente cassa, che si serve ai club ma non aiuta la valorizzazione dei talenti che è indispensabile per il nostro calcio per farsi che torni ai fasti di un tempo, ed evitare scivoloni europei come quello dell’Inter che però ha incontrato una corazzata incredibile quale è il Psg”

La serie A dopo la sosta torna questo tardo pomeriggio con la supersfida dello Stadium tra Juventus e Inter, ti chiedo anche se è ancora presto visto che siamo alla 3°giornata ma come arrivano secondo te queste due squadre alla partita e chi ritieni più avanti? Quali possono essere gli uomini chiave della partita e su cosa potranno incidere i due allenatori Tudor e Chivu?

“La Juventus la vedo sinceramente più avanti rispetto all’Inter, visto che i nerazzurri tra l’altro hanno anche cambiato guida tecnica e non è certamente una cosa non da poco con Chivu che rischia di essere un esperimento come quello fatto tempo fa dal Milan con Sedoorf e Inzaghi. La Juventus è favorita anche per il fatto che non ha stravolto troppo la squadra ed ha una rosa profonda anche se pure lo stesso Chivu la possiede e fa anche molte rotazioni. Dove si deciderà il match? A centrocampo”

In questi giorni di sosta per la Nazionale per parlare di questa sfida l’analisi più dettagliata è stata fatta sulla situazione dell’Inter e su Chivu il quale dopo l’Udinese è sotto esame, secondo te la partita con la Juve è già un bivio per il tecnico alla luce della sconfitta con i friulani? L’ex Parma lo ritieni idoneo a gestire uno spogliatoio delicato come quello nerazzurro alla luce di ciò che esce dai giornali?

“Giudicare il lavoro di Chivu all’Inter lo ritengo troppo prematuro e parlare della partita con la Juventus già di bivio per il suo futuro è altrettanto eccessivo visto che siamo solo alla 3°giornata di campionato. Il tecnico rumeno è un allenatore che ha come tutti bisogno di tempo, ma è anche vero che nelle big il tempo è poco e stretto con la tifoseria che è nettamente più esigente rispetto alle realtà medio piccole. L’impegno di allenatore l’Inter per Chivu lo ritengo elevato perchè nella carriera di un tecnico come quella di un calciatore c’è bisogno di gradualità come per esempio ha fatto Italiano, e se l’Inter arrivasse 4° non mi sorprenderei e non lo riterrei un fallimento”

Secondo te dalla sfida di questa sera può uscir fuori la vera antagonista del Napoli oppure la squadra di Conte la ritieni ancora avanti rispetto alle due squadre? In cosa la ritieni più avanti rispetto alle altre la formazione di Conte considerando lo scudetto vinto

“Il Napoli questa sera a Firenze può vincere nonostante il Franchi sia un campo molto ostico, come rivali per la squadra di Conte io ritengo che si debba aspettare un quarto di campionato ovvero verso l’8/9 giornata e non uscirà dalla partita di questa sera l’avversaria degli azzurri. Cos ha in più il Napoli? La concretezza del suo allenatore e in particolare la profondità della rosa che ha a disposizione il tecnico leccese, specialmente in attacco dove ha Hojlund che farà una stagione importante come l’Atalanta ma anche Lucca che è da valorizzare”

Un altra lotta accesissima quest’anno sarà anche quella relativa alla zona Champions con le due romane protagoniste ma anche l’Atalanta e la Fiorentina, ti chiedo quanto può incidere il peso di avere due nomi importanti come Gasperini e Sarri per le due romane al cospetto delle rivali, e se l’Atalanta la ritieni in ritardo.

“L’Atalanta la vedo in netto ritardo rispetto alle altre e la scelta di Juric è stata molto azzardata considerando le ultime esperienze del tecnico croato, tant’è che ritengo il Como anche più avanti rispetto alla squadra bergamasca che non andrà oltre la Conference se dovessi dire un piazzamento europeo. Le due romane invece le vedo molto bene in particolare la Roma secondo me grazie a Gasperini e al lavoro che ha fatto in questi anni, e se i tifosi avranno pazienza si toglieranno molte soddisfazioni, e proprio per questo motivo penso che le big storiche potrebbero rischiare il posto Champions e non sarà per loro scontato ottenerlo”

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