Renzo Giannantonio in ESCLUSIVA: “L’Inter per aiutare Chivu deve assolutamente dimenticare Monaco”

 In Interviste Esclusive

La stagione si è conclusa da un mese abbondante nonostante Inter e Juventus siano ancora impegnate per il primo Mondiale per club con il nuovo format, ed è tempo di analisi per le squadre in vista della prossima annata. L’unica che può ripartire dalla certezza è il Napoli con la permanenza di Conte, ma quali saranno le rivali dei partenopei? Chivu riuscirà a risollevare l’Inter dopo il burrascoso finale? A questi quesiti e non solo ha risposto ed espresso il suo parere in collegamento telefonico il giornalista sportivo e speaker radiofonico di Radio Radio Renzo Giannantonio

Dopo 4 anni intensi e di trofei Inzaghi come sai ha lasciato l’Inter per allenare invece l’Al Hilal, ti chiedo alla luce del rapporto che aveva il tecnico con il club nerazzurro, ti ha sorpreso la notizia del suo addio o più la modalità di come sia avvenuto visti anche i conseguenti retroscena che sono usciti in questi giorni?

“La cosa che mi ha colpito principalmente riguardo l’addio di Inzaghi all’Inter è stata la tempistica di come è avvenuto, ma più che altro lo stupore da parte di Marotta il quale essendo un grandissimo dirigente da tanti anni mi è sembrato strano non fosse preparato nelle tempistiche adeguate sul fatto che il tecnico piacentino lasciasse il club nerazzurro. Inzaghi nella sua avventura all’Inter ha dato tantissimo, ha vinto dei trofei, e ha ricevuto un grandissimo affetto e amore da parte dei tifosi, mentre la dirigenza specialmente agli inizi era un po’ scettica e tiepida nei suoi riguardi. Certo l’ultimo mese della scorsa stagione ha condizionato il giudizio finale che si poteva dare all’ex Lazio, perchè qualora avesse vinto per esempio la Champions sarebbe rimasto nei cuori in eterno dei tifosi nerazzurri e sarebbe entrato giustamente nella storia del club meneghino. Anche alla Lazio ebbe un addio che fece discutere visto che poi anche nella capitale riuscì a fare un percorso importante, sapendo cogliere la grande chance di allenare la Lazio dei grandi dopo il settore giovanile, visto che lui era praticamente certo di andare a Salerno a guidare la Salernitana sempre gestita da Lotito”

Secondo te per Inzaghi l’approdo in Arabia sarà una vetrina ulteriore per consolidare la sua carriera di allenatore oppure visto i ritmi del campionato arabo, rischia di scalare nelle gerarchie dei nomi top tra i tecnici e di conseguenza pentirsene? Qualora in futuro dovesse tornare in Italia in quale club lo vedresti?

“La parola pentimento è un termine che viene utilizzata molto da noi comuni mortali ma credo che non sia il caso di Inzaghi, certo l’Arabia non ha quel fascino e quella competizione che ha invece il calcio europeo e non nutre di questo grande interesse visto anche l’immenso palinsesto calcistico già presente, però al tempo stesso visto quanto gli è stato garantito di ingaggio gli permetterà di avere una serenità economica per lui e la sua famiglia. Il rischio di scendere nelle gerarchie dei top c’è per Inzaghi, ma il mister piacentino ha dalla sua un dato non indifferente per un allenatore ossia l’età visto che ha 49 anni, quindi qualora stesse in Arabia per 2 anni o qualcosina in più può comunque permettersi di rientrare in Europa al meglio visto che avrebbe comunque un età giovane per un mister. Dove lo vedrei bene in Italia? In tutte le piazze perchè se ha superato due club in cui il tifo e la dirigenza chiede molto specialmente a Milano, può affrontare qualsiasi tipo di sfida gli si presenta ma bisogna vedere come rientra dopo questa esperienza. I tifosi dell’Inter lo hanno condannato specialmente dopo quest’anno, ma l’errore più evidente è stato regalare lo scudetto al Milan, altrimenti non vedo altri sbagli da parte sua”

Secondo te quale può essere il beneficio per l’Inter l’arrivo di Chivu dal punto di vista psicologico e tattico e quale calciatore può trarre beneficio delle sue idee tattiche? I critici e i tifosi rivali hanno accusato l’Inter di usufruire dei favori arbitrali, secondo te alla luce di come e andato quest’anno è davvero esistita la Marotta League o è solo una idea fantasiosa da parte di costoro?

“Beh è una domanda che ad oggi stando a Giugno ancora con il mercato specialmente non iniziato, è difficile da rispondere. L’Inter la cosa principale che deve fare è proteggere il tecnico rumeno che nonostante sia giovane come allenatore ha dalla sua il fatto di conoscere e aver vissuto il grande calcio con piazze importanti come Amsterdam, Roma e Milano e poi con il Parma dopo l’esperienza nell’Inter giovanile ha fatto molto bene come tecnico. La cosa che deve fare inoltre la squadra nerazzurra è resettare definitivamente il capitolo finale persa, e facendo questo aiuterebbe ulteriormente Chivu a facilitare il suo lavoro. L’ex allenatore del Parma ha un vantaggio anche importante ossia quello di conoscere l’ambiente rispetto a Fabregas, che qualora avesse accettato la sfida di Milano sarebbe andato in difficoltà, anche se è lo stesso allenatore che è abituato a piazze importanti visto che da calciatore a 17 anni per esempio era il capitano con l’Arsenal. Marotta League? E’ il classico discorso che si fa con la squadra più forte come succedeva alla Juventus o altre squadre, che non c’entra nulla tra l’altro calciopoli o a Moggiopoli come veniva definita inizialmente più che altro bisogna guardare e giudicare la classe arbitrale la quale ha commesso parecchi errori anziché dar colpa alla squadra più forte”

Il Napoli quest’anno si è aggiudicata il suo quarto scudetto della sua storia e Conte nonostante i dubbi iniziali è rimasto a guidare i partenopei, ma ti chiedo l’adrenalina e l’energia di Conte considerando anche le tre competizioni che dovranno affrontare i partenopei può essere un arma a doppio taglio per gli azzurri o un punto di vantaggio? Se dovessi motivare il perchè il Napoli sia la squadra da battere quale parola useresti?

“Entrambe le cose perchè Conte è un allenatore passionale che chiede tantissimo non solo a se stesso ma anche a coloro con cui lavora che sia la dirigenza che la squadra, e ciò che conta principalmente per lui è raggiungere la gloria sportiva che si prefissa ad inizio di ogni suo percorso, come quest’anno è stato il caso dello scudetto. Certo quest’anno con le tre competizioni sarà difficile riuscire a reggere le pressioni psicofisiche che richiede Conte specialmente con la Champions di mezzo, il quale allo stesso tempo mi ha anche sorpreso per aver scelto poi di essere rimasto a Napoli visto che si parlava del fatto che potesse ritornare alla Juventus. L’obiettivo degli azzurri quest’anno è ripetersi in campionato e fare una bella figura in Champions. Il motivo percui è la più forte attualmente? Perchè è la squadra fresca vincitrice del campionato, ha entusiasmo visto il calore della città che li avvolge in ogni partita e poi il mercato e già l’arrivo di De Bruyne ne è un esempio”

Quale può essere la rivale principale del Napoli nella corsa al titolo durante la prossima stagione e se ritieni possa essere un danno a livello di preparazione in vista della nuova annata, il mondiale per club di Inter e Juventus?

“Inizio rispondendo alla seconda domanda, dunque Inter e Juve sono delle “Cavie” italiane di un esperimento calcistico che non c’è mai stato, visto che il format del mondiale per club era un altro. Da questa competizione rientreranno con una pioggia di milioni, ma è chiaro che entrambe durante la stagione prossima potranno risentirne di aver fatto questo torneo a livello fisico. Chi delle due? Dipende anche dal mercato visto che l’Inter deve ringiovanirsi e la Juventus deve risolvere la grana Vlahovic. Su quale sia la rivale del Napoli è difficile perchè al momento non ci sono griglie per cui uno può farsi un idea stando ancora a Giugno a stagione conclusa da poco, e con ancora il mercato estivo non iniziato ufficialmente”

Sui giornali per quanto riguarda la Juventus si parla del fatto di come la società bianconera confermando Tudor e chiamando Comolli al posto di Giuntoli stia perdendo ulteriormente tempo, secondo te ripartire da questi due nomi può essere significato di rinascita per la Juve o serve un ulteriore tassello alla società torinese e secondo te quale sia a livello di campo che dirigenziale? Tudor può rifondare la sua Juve dalla certezza Yildiz visto il mondiale?

“La Juventus è un universo calcistico rispetto alle altre società, e questo avviene fin dal principio basti pensare al fatto che è un club gestito da moltissimi anni dalla famiglia Agnelli, che ha anche una potenza di scouting non indifferente visto che ha scoperto giovani calciatori che poi si sono affermati e diventati dei campioni. Dopo la gestione di Andrea Agnelli però il club è passato a una fase di turbo finanza calcistica lontana quindi dagli standard del mondo del calcio con Elkann e la Exor. La Juventus lo scorso anno infatti aveva assunto il miglior giovane allenatore come Thiago Motta, il miglior ds ossia Giuntoli ma a Torino non sono stati in grado di essere tali, e come livello dirigenziale la Juve non ha mai avuto grossi nomi basti pensare ad Arrivabene il quale è perfetto per la Formula 1 ma a Torino non è stato per niente cosi. Yildiz? E’ un calciatore baciato dal dio calcio nonostante l’anno scorso anche lui ha pagato molto quello che è avvenuto con Motta, ma Tudor puntando su di lui lo sta facendo diventare ancor di più un grande campione, per il semplice fatto che ora gioca a ridosso della porta ed è li il suo ruolo e i risultati stanno avvenendo, e il tecnico croato sta facendo benissimo con la Signora nonostante come sa benissimo lui stesso fino a qualche giorno fa aveva il timbro di scadenza perchè doveva arrivare Conte”

Per quanto riguarda la Lotta Champions soffermandosi sulle due romane ti chiedo inizialmente su Gasperini se con l’arrivo del tecnico di Grugliasco la Roma scampa il pericolo che temeva Ranieri ossia quello di perdere tempo, e se l’esperienza dell’ex Atalanta e quella di Sarri può consentire a Roma e Lazio di essere favorite per la lotta al posto nobile europe0? 

“Gasperini alla Roma nonostante non sia iniziato ancora il mercato si può avere già una lettura ben definita. La presentazione per esempio mi è piaciuta molto perchè la Roma mettendo subito vicino al tecnico di Grugliasco la figura di Ranieri, vuole far capire chiaramente che le cose sono cambiate e che nella dirigenza adesso c’è gente che sa di calcio al contrario del passato, basti pensare anche a Massara che ritorna ed è stato l’artefice con Maldini dello scudetto del Milan. Gasperini poi sa benissimo che questa per lui vista l’età anagrafica può essere l’ultima chance di livello e se va bene nella capitale potrà finalmente dire che può lavorare alla grande anche in una big. Per quanto riguarda Sarri, io non sono un gran fan dei ritorni nonostante io sia un sarriano doc, però se il club saprà ascoltare bene le idee del tecnico  quest’ultimo può fare veramente un grande lavoro, interrotto 15 mesi fa. Ripeto non sono fan dei ritorni e mi riferisco per esempio anche ad Allegri al Milan, e secondo me adesso ne uno e ne l’altro garantiscono certezze ad oggi bisogna vedere dal mercato in poi come va”

Gasperini in conferenza stampa ha sottolineato come le radio romane debbano essere un punto di forza per la squadra e non un problema, secondo te ha ragione il mister giallorosso o per te sono dichiarazioni di colui che deve ancora conoscere l’ambiente romano? Riuscirà a reggere la pressione pesante capitolina considerando le sue sfuriate avvenute in passato?

“Il discorso di Gasperini sulle radio è molto da anni 2000, in cui si cercava di trarre e volere l’attenzione delle medesime sapendo il potere che avevano, è chiaro anche che sono parole di una persona che non conosce ancora bene l’ambiente romano e dovrà impararlo. Se reggerà la pressione? Gasperini non è uno che cambia, e quindi qui Ranieri deve essere bravo a fare da mediatore perchè le sfuriate del tecnico ci saranno ma il dirigente che è alla sua prima esperienza in tale ruolo ricordiamo, deve essere bravo con la proprietà a proteggerlo. A Roma per esempio se non ci sarebbe stato l’ex tecnico di Testaccio con Gasperini non accadrebbero mai casi come Gomez all’Atalanta, la quale ha protetto la decisione di Gasperini di far a meno del Papu. Il duo Ranieri-Gasperini può funzionare ma se Ranieri avesse accettato la Nazionale a Settembre sicuramente ci stavamo domandando chi sarebbe stato il sostituto dell’ex allenatore di Atalanta e Genoa”

La Nazionale riparte da Gattuso per il post Spalletti, e il tecnico calabrese ha idee già molto chiare su cui ripartire per il futuro della squadra, quali possono essere i nomi che possono essere messi in risalto dall’ex Milan e Napoli che Spalletti non considerava? 

“Gattuso inizio col dire che è un ripiego per la Nazionale, una sesta scelta della federazione, la quale vuole puntare a ricreare un Revival dei mondiali del 2006 ma sarà molto difficile che ciò avvenga perchè le generazioni cambiano. Creare poi un revival del 2006 a che serve? Quali allenatori di livello sono usciti da quella squadra? Nessuno. Mi auguro che con Gattuso la Nazionale vada ai mondiali altrimenti sarebbe una tragedia calcistica ovvio, e se dovesse andar male la colpa non è la sua ma della Federazione cosi come anche Spalletti che ha fatto i suoi errori ma anche la stessa Figc li ha commessi. Su Spalletti dico anche che alla fine della fiera lui ha convocato tutti, ma non gente del tipo Platini e Del Piero. Spalletti poi è un ottimo allenatore, ma ad aver inciso in negativo sulla sua esperienza come ct è stato questo ossia che l’allenatore è una cosa e fare il selezionatore è ben altro”

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