Se lo faceva un altro era rosso e 3 giornate”: Er Faina inchioda Mancini e smaschera i due pesi e due misure dopo Roma-Como
“Se un #Gila qualsiasi fa quello che ha fatto #Mancini della #Roma in #RomaComo, prende rosso e 3 giornate. Al difensore di Gasperini nemmeno il cartellino giallo”.
Poche righe, ma una sentenza. Il tweet di Damiano Er Faina è una mazzata che riaccende una delle polemiche più antiche del calcio italiano: la disparità di giudizio.
Il bersaglio è chiaro: Gianluca Mancini. Urla in faccia all’arbitro, proteste continue, contatti duri. Un atteggiamento che, secondo Er Faina, se fosse stato tenuto da un altro difensore – uno “qualsiasi”, come Gila – avrebbe portato rosso diretto e tre giornate di squalifica. Invece? Niente. Nemmeno giallo.
Ed è qui che scatta la rabbia. Perché il punto non è solo Mancini, ma il metro arbitrale. Perché a seconda della maglia che indossi o del nome che hai sulla schiena, la stessa azione cambia peso, colore e conseguenze.
Il tweet è diventato virale perché dice quello che molti pensano ma pochi dicono apertamente: non tutti sono uguali davanti al cartellino. E quando questo succede, il campionato perde credibilità, le polemiche esplodono e il post-partita diventa più importante della partita stessa.
Mancini graffia, provoca, spinge sempre al limite. Fa parte del personaggio. Ma quando quel limite non viene mai punito, la sensazione è una sola: trattamento di favore.
⚠️ Se lo fa uno “qualsiasi”: rosso e 3 giornate.
⚠️ Se lo fa Mancini: si gioca.
Questo è il succo del messaggio di Er Faina. Diretto, scomodo, impossibile da ignorare.
E adesso la domanda è inevitabile:
👉 è Mancini a essere protetto o il regolamento a essere interpretato a convenienza?

