Stefano Buttafuoco sicuro: “Dare le colpe solo a Lotito sulla Lazio è sbagliato ed è un alibi per calciatori e allenatore”
La Lazio questa sera contro il Genoa deve assolutamente vincere per allontanare le scorie del derby e in particolare risollevare la classifica dopo queste prime giornate, ti chiedo alla luce di ciò che è accaduto fin ora se questo inizio difficile ha fatto ridimensionare il ritorno di Sarri e se secondo te il tecnico si è pentito di essere tornato? I tifosi incolpano molto spesso il presidente Lotito, ma quali sono le sue colpe principali secondo te e se questa situazione non è da attribuire anche ai calciatori visto che sono loro che vanno in campo?
“Sarri secondo me non si è affatto pentito di essere tornato, la Lazio gli ha permesso di rimanere nel calcio che conta, e che nonostante non abbia fatto quest’anno il mercato ha comunque una rosa top che nella scorsa stagione era praticamente ad un passo dalla Champions League, e infatti non ritengo la stagione con Baroni un annata fallimentare per i biancocelesti nonostante siano stati estromessi dalle coppe europee. Quest’anno si sono presentati dei problemi ma comunque erano già presenti nella prima annata di Sarri poco prima che il tecnico si dimise. Lotito? Attribuire la mancata costanza di risultati annuali del club a lui è un alibi che sfruttano i giocatori ma anche l’allenatore perchè se i tifosi si devono scagliare con qualcuno, lo fanno con la dirigenza ed è un errore. Il modello Lazio come società è di tipo anomalo visto che attualmente tutte le società hanno una proprietà estera. Lotito non ha fatto fare quel passetto in più alla Lazio nei momenti topici come ad esempio quando approdò in Champions, ma non si deve assolutamente dimenticare che ha fatto cose molto importanti, salvando il club principalmente dal fallimento”
Durante la tua esperienza alla Espn mi hai detto che hai trattato di calcio anche, e la squadra che tifi in modo particolare è la Lazio, ecco come è nata questa passione per questo sport e in particolare che episodio in particolare ti lega in modo cosi forte alla squadra biancoceleste?
“La mia famiglia è tutta romanista ma io mi appassionai molto alla Lazio non solo dal fatto che un cliente di mio padre era il vice presidente biancoceleste, ma anche perchè mio padre mi portava spesso allo stadio avere le partite ed ero come i ragazzi di quel epoca alla squadra del 1975 quindi il periodo che concerne allo scudetto. Facevo moltissime trasferte anche con i tifosi più calorosi anche se specialmente quando lavoravo a Espn ho dovuto ridurre, infatti ricordo che fu difficile non riuscire a vedere la partita che sancì lo scudetto del 2000 perchè stavo lavorando per Perugia-Juve, ma la gioia comunque è stata incredibile ugualmente”

