Alex Restelli in esclusiva: “Il Milan non tornerà ai vertici per colpa della società”. E su Amorim: “Ecco cosa deve fare per convincere gli scettici”

 In Interviste Esclusive

Con il girone d’andata ormai vicino alla conclusione, l’Inter al comando e la Lazio di Gattuso tra le sorprese della stagione, il Milan di Ruben Amorim cerca continuità per ritagliarsi un ruolo da protagonista, sia in campionato sia in Europa League. La vittoria di prestigio a Salisburgo, arrivata dopo il passo falso iniziale contro il Benfica, conferma le ambizioni rossonere.

Nonostante i buoni risultati, però, Amorim e il patron Gerry Cardinale dividono la tifoseria: c’è chi li sostiene e chi, soprattutto nei confronti della proprietà, non risparmia le critiche.

Ma cosa manca al Milan per tenere il passo dell’Inter? Un altro anno in Italia potrebbe aiutare Amorim ad avvicinarsi ai nerazzurri? E quali sono le responsabilità di Cardinale?

Di questi temi, e non solo, abbiamo parlato telefonicamente con Alex Restelli, youtuber e tifoso rossonero, ospite di Passionecalcio.eu, che nel corso dell’intervista ha raccontato il suo punto di vista sul Milan e presentato anche la sua attività in Herbalife.

Alex, nei tuoi video su YouTube hai parlato spesso della tua collaborazione con Herbalife, descrivendola come un’esperienza ricca di soddisfazioni. Di cosa ti occupi concretamente all’interno dell’azienda? Com’è nato questo percorso e di cosa si occupa esattamente Herbalife?

Per quanto riguarda il mio ruolo in Herbalife, mi occupo di aiutare le persone a raggiungere il peso desiderato, a sentirsi più energiche e, per chi lo desidera, a trovare un’opportunità lavorativa da affiancare al proprio impiego.

Sono entrato in azienda per avere un’entrata economica aggiuntiva. Il mio percorso è nato in un momento in cui, pur essendo attivo su YouTube, sentivo il bisogno di fare anche altro e di non legare il mio futuro esclusivamente alla piattaforma.

Un giorno mi ha contattato inaspettatamente Gino Nervo, un mio ex compagno di squadra ai tempi del calcio a Cernusco, diventato poi il mio sponsor in Herbalife. Dopo avermi fatto gli auguri di compleanno, mi ha inviato un video in cui raccontava il suo percorso di perdita di peso, consigliandomi di prestare maggiore attenzione alla nutrizione, a partire dalla colazione. Ho seguito il suo consiglio e ho iniziato a notare dei miglioramenti, anche nella mia attività su YouTube: grazie al cambiamento delle mie abitudini alimentari, mi sentivo più lucido e spigliato.

Successivamente ho partecipato a un evento Herbalife. Inizialmente mi sentivo fuori posto, perché mi trovavo circondato da persone molto allenate e con una notevole massa muscolare. Ascoltando le loro storie, però, ho iniziato a pensare che un giorno avrei voluto salire anch’io su quel palco.

E così è stato: sono stato premiato prima come Supervisore Plus, poi come Worktime, fino a diventare speaker dello stesso evento che l’anno precedente avevo seguito da semplice spettatore.

Oggi mi sento una persona completamente diversa, piena di energia e felice del percorso intrapreso. Sono inoltre molto soddisfatto di stare costruendo un gruppo di persone che segue le mie indicazioni e sta ottenendo risultati positivi.

Herbalife è una realtà che suscita opinioni diverse. Secondo te, quali sono gli aspetti che le persone conoscono meno o fraintendono maggiormente di questa attività?

Sono andato a quell’evento proprio per toccare con mano la realtà di Herbalife e capire se le recensioni negative che leggevo fossero fondate. Ascoltando le persone presenti, però, mi sono fatto un’idea diversa. Secondo me, alcune critiche nascono dalle difficoltà incontrate nel raggiungere i propri obiettivi e, in alcuni casi, dalla mancanza di volontà nel perseguirli. Credo che impegno, dedizione e il giusto percorso siano fondamentali per ottenere risultati.

Credo molto nei prodotti Herbalife, sia per il gusto sia per l’attenzione che, a mio avviso, possono aiutare a dedicare alla cura del proprio corpo. C’è una cosa che considero fondamentale: dobbiamo prenderci cura di noi stessi per tutta la vita e imparare a trattare bene il nostro corpo.

Mi sono posto un obiettivo preciso: entro il 2036, anno in cui mia figlia compirà 18 anni, vorrei diventare presidente di questa attività. Mi impegnerò con tutte le mie forze e con la massima dedizione per riuscirci. E chissà, magari un giorno anche mia figlia, se lo vorrà, potrà entrare a far parte di questa realtà.

Per coloro che vogliono entrare a far parte di questa realtà di Herbalife e magari intraprendere il percorso che stai facendo anche tu, cosa gli consiglieresti?

A chi vuole entrare a far parte di Herbalife consiglierei innanzitutto di seguire attentamente le indicazioni del proprio sponsor e di partecipare agli eventi aziendali, che considero fondamentali per conoscere meglio questa realtà e il percorso da intraprendere.

Io ho iniziato con 200 euro, una cifra che sono riuscito a recuperare anche grazie al risparmio sulla colazione, che prima facevo spesso al bar. Ho cambiato alcune mie abitudini e ho iniziato a utilizzare prodotti come gli infusi e i frullati.

Herbalife è presente in numerosi Paesi e anch’io ho diversi codici di accesso aperti all’estero, tra cui uno in Costa Rica. Cerco di essere d’ispirazione per chi vuole intraprendere questa strada, seguendo quattro concetti fondamentali: individua, interessati, ispira e invita. A questi aggiungo tre parole chiave: usa il prodotto, indossalo e parlane.

Tra i prodotti Herbalife che hai provato, qual è il tuo preferito e quale consiglieresti a chi si avvicina per la prima volta a questa realtà, soprattutto per il gusto?

Senza alcun dubbio, il collagene per la pelle, che utilizzo praticamente sempre, anche durante le dirette su YouTube che faccio tutte le sere. Lo accompagno alle fibre e allo Sgonfia Pancia. Poi c’è l’infuso, il prodotto che mi ha fatto avvicinare a Herbalife, che, secondo la mia esperienza, aiuta a trasformare i grassi in energia. Infine, c’è l’aloe, che mi ha aiutato a risolvere diversi problemi di stomaco e intestino.

E da mangiare? Beh, senza alcun dubbio, il frullato!

Nonostante i buoni risultati del Milan, il percorso di Amorim continua a dividere i tifosi: c’è chi apprezza il suo calcio, tanto da parlare di “Amorimismo”, e chi invece resta scettico. Tu come giudichi il suo lavoro fino a questo momento e che cosa dovrebbe fare per convincere anche gli ultimi scettici?

Secondo me, la prima cosa su cui Amorim dovrebbe lavorare è la continuità, schierando la stessa formazione per almeno tre o quattro partite consecutive, senza cambiare l’identità dei calciatori in campo. Faccio un esempio: se Moreira è un terzino, deve fare il terzino, anche perché siamo carenti proprio su quella fascia. Non capisco, inoltre, perché Cissè non abbia giocato, nonostante la buona prestazione contro l’Atalanta.

C’è poi un altro aspetto molto importante da considerare: anche quest’anno Maignan sta salvando il Milan in diverse partite. Con un altro portiere, probabilmente, oggi parleremmo di una situazione ben diversa.

Per portare quindi il Milan ai vertici come un tempo, può essere d’aiuto ad Amorim avere un anno in piu di serie A la prossima stagione, per provare ad impensierire l’Inter?

No, non torneremo mai ai vertici della Serie A, nemmeno con un anno in più di esperienza in Italia per Amorim. Non è una questione legata all’allenatore in sé, ma al fatto che, per puntare a traguardi così ambiziosi, serve una struttura societaria solida, cosa che, a mio avviso, oggi manca al Milan. Non c’è un direttore sportivo e, anche dal punto di vista tecnico, Amorim non ha a disposizione i giocatori necessari per competere ai massimi livelli in Serie A. Parliamoci chiaro: almeno la metà dei calciatori in rosa non dovrebbe giocare nel Milan.

Secondo me, alla società interessa soprattutto galleggiare, non vincere, e lo si capisce già dalle scelte di mercato. Sono stati spesi 150 milioni per due calciatori, quando, a mio avviso, sarebbe bastato mettere 50 milioni a disposizione di Marotta per costruire uno squadrone. Inoltre, Marotta non avrebbe mai fatto acquisti con l’obiettivo di favorire un procuratore specifico.

L’Europa League hai piu volte sottolineato nei tuoi video di come sia la vostra competizione su cui puntare, ecco ma ti chiedo giocare il giovedì specialmente nelle trasferte lontane non risulta essere comunque un problema, se si vuole fare un campionato comunque importante?

No, assolutamente. In campionato potresti anche schierare la seconda squadra, perché, se fossi l’allenatore del Milan, punterei tutto sull’Europa League. Personalmente, farei giocare sempre il mio undici titolare in ogni partita, ma a maggior ragione nelle competizioni europee.

Abbiamo però un grande problema: secondo me, Camarda non è ancora un attaccante pronto per la Serie A. Per fortuna abbiamo scoperto Cissè in quel ruolo, perché lo considero adatto alla fase offensiva e, se Ramos non dovesse essere disponibile, potrebbe sostituirlo adeguatamente.

Il lavoro che sta facendo Amorim al Milan può fare da parafulmine a Cardinale e alla sua gestione molto discutibile? Il fatto di aver evidenziato da parte sua di voler emulare le gesta di Berlusconi è un ulteriore autogol che si è fatto da solo?

Per i tifosi più facilmente accontentabili può anche andare bene, ma per quelli come me assolutamente no. Secondo me, sono tutte decisioni prese senza una direzione precisa. Al Milan, purtroppo, sembra esserci una regola non scritta: qualunque cosa venga decisa dalla società, l’allenatore deve accettarla e farsela andare bene. Altrimenti, se non gli sta bene, può andarsene.

De Laurentiis, in passato, ha raccontato che Cardinale non avrebbe particolare familiarità con il mondo del calcio. Vuole emulare Berlusconi? A mio avviso, il suo errore principale è non aver capito che in Italia non si gioca a rugby: Milano è una piazza esigente e competitiva, che vuole vincere.

In curva, invece, sembra che a tutti vada bene così: si canta e si balla. È vero, in questo momento i risultati stanno arrivando, ma io preferisco l’atteggiamento dei tifosi della Lazio, che, nonostante i buoni risultati, continuano coerentemente la loro protesta, ai quali però chiedo siete sicuri però che il successore eventuale di Lotito farà bene? Dubito. 

Uno dei problemi che attanaglia i nerazzurri è la situazione portiere con Josep Martinez criticato per le sue ultime prestazioni, ti chiedo tu da ex calciatore e amante del calcio cosa pensi di questo ragazzo e cosa gli consiglieresti e se secondo te la dinamica del incidente ancora alberga nella testa di questo calciatore? Provedel ritardando il suo esordio rischia ulteriore pressione?

Secondo me, Josep Martínez è un ottimo portiere e farà una grande carriera, proprio come due grandissimi campioni del ruolo quali Neuer e Julio Cesar, che nella loro carriera hanno commesso anche loro degli errori.

L’incidente? Ovviamente è un episodio che può incidere sul morale di una persona, ma resta il fatto che Martínez è un ottimo portiere. Ha compiuto parate straordinarie, di quelle che un portiere di livello inferiore difficilmente riuscirebbe a fare. È vero, ha commesso anche degli errori, ma il portiere, a differenza di un attaccante, rischia di essere massacrato anche per due sole incertezze.

Basti pensare a Julio Cesar: non era particolarmente benvoluto da una parte dei tifosi dell’Inter. Per questo motivo, io andrei con calma e aspetterei prima di esprimere giudizi definitivi.

Per quanto riguarda Provedel, invece, non credo che senta particolarmente la pressione. È un professionista e sa benissimo che prima o poi avrà il suo spazio. Anche lui, però, rischia di essere messo in discussione per un singolo errore. Milano è così.

Come rispondi alle tifoserie rivali dell’Inter tra cui gli stessi milanisti, che ritengono che in serie A aleggia ancora il “Fantasma” della Marotta League? La Lazio può starle dietro?

Per me, la Marotta League non è mai esistita e chi sostiene questa teoria dice una sciocchezza. L’Inter è la squadra più forte, ha un progetto sportivo importante e Marotta vuole vincere la Champions League. In Italia è una società fortissima e Marotta è un grandissimo dirigente sportivo.

L’Inter non ha bisogno di queste scuse, visto che, secondo me, potrebbe vincere lo scudetto persino con la seconda squadra. Ai tifosi delle altre squadre, milanisti compresi, direi di sfogarsi con i propri presidenti, anziché continuare a dire queste idiozie. La Lazio? Il momento attuale è ottimo ma poter dire lotta per lo scudetto direi di no, le coppe si ma lo scudetto penso di no

Juventus e Napoli sono in serie difficoltà, quali sono principalmente gli errori di Spalletti e Allegri e se è giusto cambiare e se cambiando possono reinserirsi nella lotta al vertice

Secondo me, il Napoli, se vuole salvare la stagione, deve cambiare subito Allegri, nonostante il suo ingaggio elevato. La rosa è già forte di suo e ci sono tantissimi allenatori migliori di lui. Se non dovesse intervenire, rischierebbe di non arrivare nemmeno quarto.

La Juventus, invece, non la affiderei a un altro allenatore al posto di Spalletti, perché lo considero un grande tecnico e gli darei fiducia. Di allenatori migliori di Allegri ne vedo tanti, mentre quelli superiori a Spalletti sono pochi.

Il Napoli potrebbe reinserirsi nella lotta al vertice con un cambio in panchina? No, secondo me potrebbe arrivare al massimo quarto.

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