Davide De Marinis in Esclusiva: ‘L’Inter non è ancora in fuga, il Milan resta la vera minaccia. Juve? Troppo lontana per impensierirci”
L’ultimo turno di campionato ha lanciato un segnale forte al torneo: la vittoria dell’Inter e i contemporanei stop di Napoli e Milan, rispettivamente contro Roma e Juventus, proiettano la squadra di Chivu verso una possibile fuga per il tricolore numero 21.
Ma il Napoli è davvero fuori dalla corsa scudetto? E il Milan resta l’unica vera rivale dei nerazzurri? Quali scelte dovrà invece compiere Chivu in vista della delicata trasferta di Champions League contro il Borussia Dortmund?
A questi temi – e non solo – ha risposto in esclusiva ai microfoni di Passionecalcio.eu il cantautore e tifoso interista Davide De Marinis, che ha detto la sua anche su Sanremo e ha svelato una piccola anticipazione sui suoi prossimi progetti.
Dopo l’ultimo turno di campionato appena trascorso alla luce anche dei risultati finali, la classifica vede l’Inter a +5 dal Milan e +9 dal Napoli e 10 dalla Juventus, guardando nel dettaglio questi numeri anche in base alle partite future, sono ancora a tuo modo di vedere distanze ingannevoli, o si può parlare già di Inter in fuga?
“Quella che stiamo vedendo in questa prima fase della stagione è una buonissima Inter, ma non è assolutamente una squadra in fuga, perché, essendo ancora gennaio, si tratta di una distanza minima tra la squadra di Chivu e le rivali e, di conseguenza, il campionato non è affatto chiuso. Il Napoli ha perso contro la Juventus; anche se, da simpatizzante della squadra azzurra, speravo in un pareggio, il fatto che la squadra di Conte sia a -9 non vuol dire che sia fuori dalla lotta al vertice. Il tecnico salentino paga la rosa corta, ma definirlo sconfitto ora no, vista la sua grandissima esperienza e, senz’altro, la sua voglia di rivalsa.”
Quale parola chiave useresti per motivare il fatto che l’Inter merita di andare in fuga? Saresti favorevole ad un ipotetico ritorno di Perisic, dato che il club sta lavorando per reinserire il croato sulla fascia nerazzurra, visto il rientro tardivo di Dumfries e le difficoltà di Luis Henrique?
“Di parole chiave ne uso addirittura tre e mi riferisco a lavoro, costanza e carattere. Per quanto riguarda il concetto di lavoro, Chivu lo sta svolgendo molto bene: inizialmente ero diffidente quando è stato nominato successore di Inzaghi, mentre ora sono assolutamente a favore e, anzi, non lo cambierei con nessun altro allenatore. La costanza, invece, perché è stato bravissimo e determinato nel trasmettere fiducia e credibilità al suo lavoro a una squadra che, non dimentichiamolo, veniva da una delusione enorme come quella dello scorso anno, con un finale di stagione di quel genere. Detto questo, Chivu si sta rivelando una scommessa vincente dell’Inter ed è riuscito a farsi voler bene dal gruppo, perché per questi ragazzi è anche un fratello maggiore. Perisic? Beh, sì, è un calciatore che darebbe una grandissima mano, ma se devo essere sincero le minestre riscaldate non mi sono mai piaciute, come nel caso di Mourinho, di cui si è sempre parlato in questi anni per un ipotetico ritorno all’Inter.“
Chivu anche in base alla classifica dell’Inter sta dimostrando di avere la stoffa del predestinato, ma ti chiedo cos è che manca al tecnico nerazzurro per raggiungere i livelli di Allegri e Conte, e secondo te nonostante loro hanno una grande esperienza, hanno qualcosa da invidiare a Chivu come allenatore oppure no?
“Chivu, secondo me, può soltanto migliorare e una vittoria dello scudetto, affiancata da un buon percorso in Champions, lo aiuterebbe certamente a iniziare al meglio un nuovo ciclo con l’Inter. Cosa deve invidiare ad Allegri e Conte? Assolutamente nulla, anzi sono loro che dovrebbero invidiare lui, sia per la rosa a disposizione — ne è un esempio Pio Esposito, che può permettersi di tenere in panchina quando in altri club, come il Napoli, giocherebbe sicuramente titolare — sia per la sua bravura nel gestire la situazione dell’Inter dopo quanto accaduto lo scorso anno”
I media e gli addetti sportivi ritengono che il Napoli e in particolar modo Conte non si devono ancora dare per sconfitti, ecco mettendola sotto il punto di vista dell’Inter il nemico principale dei nerazzurri sarà la voglia di non arrendersi di Conte o il rischio che i partenopei possano uscire dalla Champions?
“Il Napoli non è assolutamente fuori dalla lotta scudetto: il +9 è una distanza importante, ma dire addio al tricolore, lo ribadisco, non me la sentirei ancora di farlo. Se fossi un tifoso del Napoli avrei qualche dubbio su questo finale di stagione, ma sicuramente non è una squadra da tagliare fuori dalla lotta al vertice. Io, più che il Napoli, temo sinceramente il Milan, non solo perché non ha le coppe, ma anche perché sta gestendo partite che rischia di perdere in maniera incredibile, come nell’ultima contro la Roma, in cui Maignan è stato decisivo, e ovviamente anche per la bravura e l’esperienza di Allegri, che quando si parla di conquista del tricolore sa bene come si fa”
Prima abbiamo parlato dei punti di distacco tra le tre compagini, ora ti chiedo che messaggio lancia al campionato questo ultimo turno di campionato con le sfide di Inter-Pisa, Roma-Milan, e Juventus-Napoli e chi ne esce secondo te meglio a livello tattico secondo te? Mi hai detto che temi il Milan ma invece la Juventus non la ritieni un pericolo per l’Inter nella lotta al vertice?
“Per quanto riguarda l’Inter, la squadra di Chivu contro il Pisa ha vinto in modo netto, facendo vedere i cosiddetti “muscoli” di Pio Esposito e mandando un messaggio chiarissimo alle rivali per lo scudetto: il 6-2 finale ne è una testimonianza netta. L’Inter è una squadra che ha in dote un’altra qualità molto importante, spesso determinante per la vittoria dei trofei, ossia il fatto che segnano tutti: c’è sempre un giocatore diverso che va in gol, non c’è un solo calciatore su cui la squadra fa affidamento e tutti danno il loro contributo offensivo durante le partite. Sulla Roma, invece, la squadra di Gasperini domenica ha fatto un’ottima partita, fermando con il pareggio la corsa del Milan, anche se manca ancora tanto alla fine della stagione.
Juve possibile rivale scudetto? Con Spalletti sta trovando una quadratura giusta e i risultati si stanno vedendo; anche se, a mio gusto personale, il tecnico di Certaldo non mi piace tantissimo, va detto che sta facendo un ottimo lavoro a Torino. Detto questo, considerarla una rivale davvero pericolosa direi assolutamente di no: dieci punti sono un’enormità e, facendo i conti, per farsi recuperare l’Inter dovrebbe perdere tre o quattro partite. Vedendo però come va la compagine nerazzurra, escludo che questo possa accadere; altrimenti sarebbe l’ennesimo campionato buttato”
Quando viene espresso un parere sulla stagione dell’Inter ci si basa sui scontri diretti persi e in particolare sul percorso altalenante in Champions, ti chiedo il fatto di non aver vinto un big match può considerarsi l’unica pecca? E’ giusto da parte della squadra dare priorità allo scudetto anziché ad entrambe quindi anche alla Champions?
“È vero, l’unica pecca, se si analizza bene la stagione dell’Inter, è senza dubbio il fatto di non aver vinto fino a ora uno scontro diretto, sia in campionato che in Europa, a parte qualche pareggio. Ma se a fine stagione arriva lo scudetto, chi se lo ricorda più? Perciò va bene puntare tutto sulla vittoria del tricolore, soprattutto per evitare che si ripeta quanto accaduto la scorsa stagione: la squadra resta impegnata su tutti i fronti, ma poi non vince niente, e sarebbe davvero un peccato”
Domani si gioca una partita fondamentale che può ancora darle il pass per la top 8 di Champions con il Borussia Dortmund, ti chiedo cosa pensi della squadra tedesca e se tu fossi Chivu andresti a giocartela con il turnover o con la formazione tipo considerando che la Cremonese arriverà domenica? Andare ai playoff è comunque un buon risultato o ridimensionamento?
“Assolutamente sì. In Germania, se fossi in Chivu, andrei sicuramente con il turnover, anche perché, se le possibilità di qualificarsi nella top 8 sono ridotte al minimo, non ha senso schierare la formazione tipo. Sono poi d’accordissimo con lui quando dice che eventuali playoff non devono essere un problema se sei una squadra di livello. Certo, è chiaro che se domani la squadra sta vincendo con l’eventuale turnover, poi per arrotondare il bottino inserirei anche un calciatore o dei calciatori titolari, che possono permettere all’Inter di farlo.
Ridimensionamento dei playoff? Direi proprio di no: può capitare, e sono sicuro che l’Inter li affronterà bene, visto che il club tiene a questa competizione, dato che lo scorso anno, grazie al percorso fatto, ha ricevuto tantissimi soldi, che, diciamocela tutta, fanno sempre comodo nelle casse delle società calcistiche”
Quale può essere il calciatore leader che possa permettere alla squadra di spingere sul accelleratore per questo finale di campionato? E’ giusto secondo te che il club rifletta sul futuro di Thuram o ancora punteresti su di lui nonostante in questa stagione non stia avendo un andamento costante?
“Il leader sicuramente sarà Lautaro, come ha sempre dimostrato da quando veste la maglia dell’Inter. È un calciatore carismatico, combattente, che non molla mai: un vero vincente ha tutte queste caratteristiche. Nelle grandi sfide fa fatica? È vero, ma resta sempre un giocatore determinante. In altre partite è stato fondamentale, permettendo alla squadra di conquistare punti molto pesanti. Thuram? Mi piace tantissimo e, se devo essere sincero, non lo darei mai via. Non lo ritengo affatto in calo: un giocatore che non sta rendendo al massimo può mai fare assist come quello per Dimarco contro Pisa o Parma? E contro l’Arsenal, nonostante Sucic abbia tardato il passaggio, lui era già pronto a posizionarsi nel punto giusto per impensierire il portiere inglese. Uno così in calo? Non credo proprio. Certo, se dovesse arrivare un’offerta shock sarebbe un altro discorso, ma regalarlo, no.”
Il 24 Febbraio inizia il Festival di Sanremo e le premesse per una kermesse incredibile ci sono tutte visto anche la frase virale di Patty Pravo alla presentazione delle canzoni, ecco ti chiedo il fatto che non ci siano nomi altisonanti sulla carta rende questo festival meno appetibile dal punto di vista musicale e televisivo? Chi è secondo te il favorito e quale canzone ti piace
“Sanremo, l’ho sempre guardato, ma con gli occhi dello spettatore curioso: più delle belle canzoni che dei nomi dei cantanti in gara. Quello lo guardo fino a un certo punto, se devo esser sincero. Per me, nel festival l’importante sono le canzoni che rimangono indelebili e che scrivono la storia del panorama musicale italiano. Quello che cambierei è il regolamento, perché altrimenti negli anni si vedono sempre le stesse facce”
Quali sono i progetti futuri a cui stai lavorando?
Sono impegnato in tantissimi progetti, in particolar modo in uno legato al Sudamerica, che ancora non spoilero nel dettaglio, ma di cui parlerò meglio una volta uscito il lavoro. Poi portiamo avanti il grande successo che sta avendo “Che Meraviglia”, ed è in programma anche una nuova canzone per la prossima estate”

