Gattuso dopo la sconfitta con il Mantova: “Ci metto la faccia! Il mercato e l’assenza del tifo ribadisco però non deve essere un attenuante”
Gattuso, che mazzata! «Ci metto la faccia. Il mercato non sia un alibi»
Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio, non cerca alibi dopo la clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia contro il Mantova. Al termine del match valido per i trentaduesimi di finale, l’allenatore biancoceleste ha parlato ai microfoni di Sportmediaset, affrontando senza giri di parole la sconfitta, le responsabilità della squadra, il tema del mercato e il percorso di crescita del gruppo.
Una serata amara per la Lazio, eliminata da una squadra di Serie B e costretta a fare i conti con una prestazione che ha lasciato più di qualche interrogativo. Gattuso, però, ha scelto di metterci subito la faccia, assumendosi le proprie responsabilità e chiedendo ai suoi giocatori di reagire attraverso il lavoro.
Il tecnico non ha nascosto la delusione per quanto accaduto, ma allo stesso tempo ha invitato l’ambiente a non cercare giustificazioni nel mercato o nelle assenze. Secondo Gattuso, infatti, la partita è stata giocata con i calciatori presenti in campo e proprio da loro deve partire la reazione.
Gattuso: «È una mazzata, ci metto la faccia»
Il primo tema affrontato dall’allenatore della Lazio è inevitabilmente quello dell’eliminazione. Gattuso ha parlato di una vera e propria mazzata, riconoscendo le responsabilità della squadra e dello staff tecnico.
Il tecnico ha ricordato anche il percorso recente della Lazio, sottolineando il contrasto tra la finale giocata appena pochi mesi fa e l’eliminazione arrivata contro una formazione di Serie B.
ANALISI SCONFITTA ED ELIMINAZIONE – «È una mazzata… eh ci si mette la faccia perché è giusto così. Ma adesso zitti e pedalare. Ci si assume le responsabilità, mi assumo le responsabilità, però sapevamo che ci sono tanti giocatori giovani, che ancora c’abbiamo tanto lavoro da fare. E… e si va avanti. È normale che in questo momento fa male. Eh bisogna chiedere scusa perché, come hai detto bene te, tre mesi fa questa squadra ha giocato una finale, siamo usciti con una squadra di B e ci assumiamo le responsabilità. Però si va avanti e sicuramente sono vicino a questi ragazzi, come ho detto già tantissime volte da quando sono qua, ce la stanno mettendo tutta ma questo non basta. Sicuramente abbiamo tanti aspetti ancora e dobbiamo migliorare, però sicuramente si va avanti».
Parole pesanti, soprattutto per il riferimento alle scuse e alla responsabilità. Gattuso non ha cercato attenuanti e ha riconosciuto che l’impegno dei giocatori, da solo, non può essere sufficiente. La Lazio dovrà quindi migliorare sotto diversi aspetti e trasformare la delusione della Coppa Italia in una spinta per il prosieguo della stagione.
Il mercato? Gattuso non cerca alibi
Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il mercato. Dopo una sconfitta del genere, il rischio è quello di individuare nelle carenze della rosa la spiegazione principale della prestazione. Gattuso, però, ha scelto una strada differente.
Il tecnico ha infatti invitato tutti a concentrarsi sui giocatori che erano effettivamente in campo, rimandando le valutazioni sul mercato.
MERCATO E SCELTE DI FORMAZIONE – «Oggi non si parla di mercato. Oggi c’erano i giocatori in campo ed è troppo facile parlare di mercato, ci manca quello e ci manca quell’altro. Oggi ci mettiamo la faccia, ci assumiamo le responsabilità e dopo vedremo cosa riusciremo a fare in questi giorni».
Un messaggio molto chiaro. Il mercato può rappresentare un tema importante per il futuro della Lazio, ma secondo Gattuso non può diventare una giustificazione per quanto accaduto contro il Mantova.
La frase “oggi c’erano i giocatori in campo” fotografa perfettamente il pensiero dell’allenatore: prima delle possibili operazioni in entrata o in uscita, la squadra deve assumersi le proprie responsabilità.
Gattuso: «Le partite facili non esistono»
Il tecnico biancoceleste ha poi analizzato gli aspetti tattici della partita, soffermandosi soprattutto sulla difficoltà della Lazio nel mantenere un atteggiamento aggressivo a metà campo.
Secondo Gattuso, la squadra ha creato occasioni, ma non è riuscita a interpretare la gara nel modo necessario.
ASPETTI TATTICI E ATTEGGIAMENTO – «Le partite facili non esistono. È vero che abbiamo avuto un po’ di occasioni, però penso che il primo tempo abbiamo fatto male a metà. Ci hanno fatto palla all’indietro, dovevamo rompere, non riuscivamo mai ad essere aggressivi a metà campo. E penso che dobbiamo migliorare sotto quest’aspetto qua. Dopo preferisco che i giocatori abbiano le occasioni e le sbaglino, vuol dire stiamo facendo le cose fatte bene. Però è normale che in questo momento per l’ambiente giocare in questo modo qua però lo sappiamo. L’ho detto dal primo giorno che sono arrivato, perché non deve essere un alibi. Lo sappiamo bene che c’è da stare uniti, c’è da lavorare, perché solo con col lavoro, col senso d’appartenenza, con la voglia di riuscire a fare una buona stagione, perché sennò diventa difficile. Solo col lavoro noi possiamo uscire».
Il concetto torna ancora una volta sul lavoro. Gattuso sa che il momento non è semplice e che l’ambiente non può essere soddisfatto dopo una simile eliminazione, ma allo stesso tempo chiede alla squadra di non lasciarsi condizionare dalle difficoltà.
Particolarmente significativo anche il passaggio sulle occasioni create e sbagliate. Per l’allenatore, arrivare alla conclusione resta un segnale positivo: il problema è piuttosto nella qualità dell’atteggiamento e nella capacità di aggredire la partita nei momenti giusti.
Il nuovo sistema e i 40 giorni di lavoro
Un altro punto centrale delle dichiarazioni di Gattuso riguarda il cambiamento tattico. La Lazio sta cercando di assimilare concetti differenti rispetto al passato e l’allenatore ha sottolineato come il processo richieda tempo.
Il tecnico ha ricordato il lavoro svolto negli ultimi 40 giorni, spiegando che il gruppo sta cercando di adattarsi a una nuova idea di calcio.
CAMBIAMENTO TATTICO E GRUPPO – «Lavorano bene, è un gruppo che ha voglia di lavorare. Abbiamo cambiato tanto: l’anno scorso c’era un maestro del 4-3-3, giocavano di reparto, quest’anno vogliamo fare qualcosa di diverso e da 40 giorni che stiamo lavorando. Sai meglio di me che in 40 giorni difficilmente possono assimilare tutti i concetti, però c’è grande voglia, c’è grande disponibilità e penso che questo è importante. Però questa sera, come ho detto già prima, è un boccone amaro. È un bel cazzotto in faccia che l’abbiamo sentito e speriamo di essere bravi di, di riuscire a lavorare con tranquillità. Poi è normale che fuori non son contenti, ma lo sappiamo e speriamo di cambiare anche questa dinamica qua».
Il riferimento al “cazzotto in faccia” restituisce ancora meglio il peso della serata per Gattuso. L’eliminazione ha rappresentato un brusco campanello d’allarme, ma l’allenatore non sembra intenzionato a trasformare la sconfitta in un punto di rottura.
Al contrario, la sua richiesta è quella di continuare a lavorare con tranquillità, cercando di migliorare progressivamente l’intesa tra i giocatori e l’assimilazione dei nuovi principi tattici.
La Lazio deve reagire: niente alibi
Dalle parole di Gattuso emerge quindi una linea precisa. La sconfitta contro il Mantova fa male e non viene minimizzata, ma non deve diventare un alibi.
Il tecnico ha parlato apertamente di responsabilità, ha chiesto scusa a nome della squadra e ha ribadito la necessità di lavorare per cambiare la situazione. Anche il riferimento al mercato va nella stessa direzione: eventuali rinforzi potranno essere valutati, ma non possono cancellare quanto successo in campo.
La Lazio è chiamata dunque a reagire rapidamente. Dopo il ko in Coppa Italia, l’attenzione si sposterà inevitabilmente sugli impegni successivi e sulla capacità della squadra di trasformare questa pesante delusione in una reazione concreta.
Gattuso, intanto, ha scelto di metterci la faccia. E lo ha fatto con parole che lasciano poco spazio alle interpretazioni: “È una mazzata”, “ci assumiamo le responsabilità”, “il mercato non è un alibi” e “solo col lavoro noi possiamo uscire”.
Adesso, però, serviranno i fatti. Perché la Coppa Italia è già sfumata e la Lazio dovrà dimostrare sul campo di aver imparato la lezione del Mantova.

