Striscione contro De Roon, Gasperini sbotta e difende il calciatore: “Che cosa doveva fare? Rimanere lì come una scarpa vecchia?”
De Roon, lo striscione della Curva Nord fa rumore: ora interviene Gasperini e cambia tutto
La separazione tra Marten De Roon e l’Atalanta continua a far discutere. E dopo quanto accaduto sugli spalti durante Atalanta-Cagliari, a rendere ancora più interessante una vicenda già delicata sono arrivate le parole di Gian Piero Gasperini.
Nella serata di sabato 12 settembre, durante la sfida di campionato, la Curva Nord dell’Atalanta ha esposto uno striscione dal contenuto particolarmente duro nei confronti dell’ex capitano nerazzurro, trasferitosi in estate alla Roma dopo undici anni trascorsi a Bergamo.
Il messaggio non lasciava molto spazio alle interpretazioni: “Hai scelto di passare nella nostra storia, ma non di appartenerle… addio bandierina M. De Roon”.
Parole che hanno immediatamente attirato l’attenzione, soprattutto considerando il legame costruito dal centrocampista olandese con la città, con la società e con i tifosi nel corso di una lunghissima esperienza in maglia nerazzurra.
De Roon, infatti, non è stato un giocatore qualsiasi per l’Atalanta. È diventato il recordman di presenze con la maglia della Dea e ha rappresentato per anni uno dei volti più riconoscibili della squadra.
E proprio per questo lo striscione ha fatto ancora più rumore.
Ma meno di 24 ore dopo è arrivata una presa di posizione destinata a riaccendere il dibattito.
Gasperini rompe il silenzio
A parlare è stato proprio Gian Piero Gasperini, oggi allenatore della Roma e quindi nuovo tecnico di De Roon.
Alla vigilia della sfida contro il Torino, il tecnico è stato chiamato a commentare la vicenda e soprattutto il rapporto tra il centrocampista olandese e il suo passato nerazzurro.
La risposta di Gasperini è stata netta.
L’allenatore ha infatti difeso il suo nuovo giocatore, sottolineando innanzitutto il peso avuto da De Roon nella crescita dell’Atalanta.
“Lui è stato per tanti anni un giocatore che ha portato in alto l’Atalanta, e forse è per questo che è stato messo lo striscione”, ha spiegato Gasperini.
Una frase che può essere letta in diversi modi, ma che contiene soprattutto un riconoscimento molto importante nei confronti del centrocampista.
Per Gasperini, infatti, De Roon resta un calciatore che ha contribuito in maniera significativa alla storia recente dell’Atalanta.
E proprio questo rende ancora più particolare il contrasto tra il percorso vissuto per undici anni a Bergamo e il messaggio apparso in Curva.
“Non è stata una scelta sua”
Ma è un altro passaggio delle dichiarazioni di Gasperini ad aver attirato maggiormente l’attenzione.
Il tecnico della Roma ha infatti offerto la propria versione della separazione, sostenendo che il trasferimento non sarebbe nato da una decisione esclusivamente riconducibile alla volontà di De Roon.
“Non è stata una scelta sua: non rientrava più nei piani dell’Atalanta e cosa doveva fare?”, ha dichiarato Gasperini.
È probabilmente questo il punto destinato a far discutere maggiormente.
Perché, con poche parole, l’allenatore giallorosso ha raccontato una situazione molto diversa da quella che potrebbe essere percepita dall’esterno.
De Roon avrebbe dovuto semplicemente accettare di non avere più spazio?
Gasperini ha utilizzato un’immagine molto forte per spiegare il concetto.
“La scarpa vecchia in uno sgabuzzino e non giocare più con nessuno?”
Una frase che rende immediatamente l’idea della posizione dell’allenatore.
Il messaggio di Gasperini sembra quindi essere chiaro: se un giocatore importante non rientra più nei piani tecnici della società, cambiare squadra può rappresentare una scelta naturale e legittima.
E in questo senso il passaggio alla Roma viene visto dal tecnico come un’opportunità, non come un tradimento.
Il rapporto con l’Atalanta torna al centro della scena
La vicenda assume ancora più significato se si considera quanto De Roon abbia rappresentato per l’Atalanta.
Undici anni sono un periodo enorme nel calcio moderno. In un’epoca in cui i trasferimenti sono frequenti e le bandiere diventano sempre più rare, il centrocampista olandese è riuscito a costruire un legame particolarmente lungo con Bergamo.
È diventato uno dei simboli dell’Atalanta contemporanea, partecipando a una fase storica straordinaria del club.
Per questo motivo la reazione della Curva Nord ha inevitabilmente sorpreso molti osservatori.
Lo striscione non ha infatti criticato un giocatore qualunque, ma un calciatore che per anni ha indossato la fascia da capitano e che ha raggiunto il record di presenze con la maglia nerazzurra.
Il messaggio testimonia quindi quanto fosse forte il legame tra De Roon e l’ambiente atalantino.
Ma proprio i legami più forti possono rendere ancora più complicate le separazioni.
Gasperini: “Ora è qui da noi ed è una fortuna”
Dall’altra parte, Gasperini ha già voltato pagina.
Il tecnico ha chiarito di essere molto soddisfatto di avere De Roon a disposizione nella sua nuova avventura alla Roma.
“Ora è qui da noi ed è una fortuna”, ha detto l’allenatore.
E non si è fermato qui.
Gasperini ha spiegato di aspettarsi molto dal centrocampista olandese, soprattutto quando avrà raggiunto la migliore condizione fisica.
“Una volta trovata la condizione migliore, sarà un giocatore di grande spessore e personalità”, ha sottolineato.
Parole che rappresentano una vera e propria investitura.
De Roon non viene considerato semplicemente un giocatore esperto da inserire nella rosa: Gasperini sembra voler puntare anche sulle sue qualità caratteriali, sulla personalità e sulla leadership maturata durante una carriera vissuta ai massimi livelli.
Un nuovo capitolo alla Roma
Il trasferimento alla Roma apre quindi un capitolo completamente diverso.
De Roon dovrà adattarsi a una nuova realtà, a un nuovo ambiente e a nuove responsabilità.
Ma ritrova anche un allenatore che lo conosce bene e che, dalle sue parole, sembra avere grande fiducia nelle sue qualità.
Gasperini ha infatti messo De Roon sullo stesso piano di giocatori che considera importanti per il progetto, citando anche Balerdi.
Il centrocampista olandese, dunque, potrebbe diventare una figura importante nello spogliatoio giallorosso.
Non soltanto per ciò che può offrire sul campo, ma anche per l’esperienza accumulata negli anni.
Lo striscione cambia il significato della storia?
È questa la domanda che inevitabilmente accompagna la vicenda.
Da una parte c’è una Curva che ha manifestato pubblicamente il proprio dissenso attraverso uno striscione molto duro.
Dall’altra c’è Gasperini che ha offerto una chiave di lettura differente, sostenendo che De Roon non avrebbe lasciato Bergamo semplicemente per una propria scelta.
È importante, però, distinguere tra ciò che è stato ufficialmente dichiarato e ciò che può essere interpretato.
Lo striscione rappresenta la posizione espressa dalla Curva Nord.
Le parole di Gasperini rappresentano invece la versione fornita dall’attuale allenatore della Roma sulla situazione del giocatore.
Il quadro completo della separazione resta quindi più complesso di quanto possa apparire da una singola frase o da uno striscione.
Una frase destinata a far discutere
Tra tutte le parole pronunciate da Gasperini, però, una sembra destinata a rimanere impressa.
“Sono molto contento che sia qua e darà un contributo importantissimo”.
È questa, probabilmente, la parte più significativa dell’intervento.
Perché mentre a Bergamo il suo addio continua a generare discussioni, a Roma De Roon viene accolto come una risorsa importante.
Il passato non può essere cancellato. Undici anni e il record di presenze rimangono parte della storia dell’Atalanta.
Ma nel calcio arriva sempre il momento di aprire un nuovo capitolo.
E per De Roon quel capitolo si chiama Roma.
Adesso la risposta dovrà arrivare dal campo
Dopo lo striscione e dopo le parole di Gasperini, la questione passerà inevitabilmente al terreno di gioco.
È lì che De Roon dovrà dimostrare di poter essere ancora un elemento determinante.
L’allenatore ha già fatto capire di avere fiducia in lui e di considerarlo un giocatore di grande spessore e personalità.
Il resto dovrà arrivare dalle prestazioni.
E proprio per questo la vicenda potrebbe non essere affatto conclusa.
Ogni partita della Roma con De Roon protagonista aggiungerà un nuovo tassello a una storia che, nel giro di poche ore, è tornata improvvisamente sotto i riflettori.
Da Bergamo a Roma, una separazione che continua a far discutere
La storia tra De Roon e l’Atalanta, dunque, non sembra destinata a chiudersi semplicemente con un trasferimento.
Da una parte resta il ricordo di undici anni, di una fascia da capitano e di un record di presenze che certifica il peso avuto dal centrocampista nella storia recente del club.
Dall’altra c’è una nuova avventura, quella con la Roma di Gasperini, che ha deciso di esporsi pubblicamente per difendere il suo nuovo giocatore e raccontare la propria versione della separazione.
Lo striscione della Curva Nord ha acceso la miccia.
Le parole di Gasperini hanno aggiunto un altro elemento al caso.
Ora, però, sarà il campo a dare le risposte più importanti.
E una cosa appare già evidente: la separazione tra De Roon e l’Atalanta è tutt’altro che passata inosservata.

