Davide De Marinis in esclusiva: ‘L’amore è una follia è nata grazie a mia madre, non da una storia d’amore: vi svelo il vero significato del brano’”
Come nasce “L’amore è una follia” e quale ispirazione ha avuto alla base? Mi hai spesso raccontato che molte tue canzoni prendono vita da situazioni reali o da momenti vissuti: anche in questo caso c’è un episodio preciso che ti ha acceso la scintilla, oppure è una somma di sensazioni ed esperienze che hai trasformato in musica?
“L’amore è una follia è una canzone che ho voluto dedicare a mia mamma e, più in generale, a tutte le mamme del mondo. È vero che una ragazza può essere il nostro grande amore, ma il primo grande amore resta sempre la mamma: è con lei che ci confidiamo e che spesso diventa la nostra prima consigliera in campo sentimentale.
Io sono originario di Pozzuoli e fin da ragazzo lei mi chiedeva spesso di scrivere e cantare una canzone in napoletano, anche perché parlo bene il dialetto. L’anno scorso ho iniziato a lavorare a questa idea e l’ho fatta ascoltare al mio produttore Paolo Agosta, che ha subito capito il potenziale del progetto.
Non c’è stato un episodio specifico alla base del brano, ma proprio il desiderio di cantare in napoletano e di dedicare qualcosa di speciale a mia madre, che è una delle protagoniste del videoclip insieme alla mamma e alla nonna di Asia, la cantante con cui ho duettato in questo brano.”
Dopo il grande successo di “Andiamo al mare”, cosa ti ha fatto sentire che Asia dovesse restare al tuo fianco in questo nuovo percorso? E cosa pensi abbia portato lei, a livello umano prima ancora che artistico, nel tuo modo di fare musica?
“Lavorare con Asia mi piace tantissimo: è solare, piena di energia, ma anche molto determinata e precisa, qualità fondamentali per la riuscita di un progetto.
Le nostre voci si sono trovate subito bene e, dopo il successo di Andiamo al Mare, anche L’amore è una follia sta ottenendo un grande riscontro.
Ho sempre amato le voci femminili per la loro particolarità e fascino, e Asia ne è un esempio perfetto. Sono molto contento di aver collaborato di nuovo con lei.”
Se dovessi rivivere l’emozione che ti ha portato a scrivere “L’amore è una follia”, la descriveresti come un momento di chiarezza o di confusione emotiva? L’amore è mai stato una follia o lo è tuttora per te?
“Per descrivere il significato di L’amore è una follia ho lasciato spazio alla libera interpretazione musicale, così che ognuno possa dare un senso personale al brano. La parola ‘amore’, infatti, ha un significato ampio: non riguarda solo una ragazza o una donna, ma anche la propria mamma o tutto ciò che ci è più caro.
Nella scrittura del testo ho curato molto il gioco delle rime, soprattutto nella seconda parte, mentre la prima è nata più di getto, in modo istintivo.
Se l’amore per me è stato una follia? L’ho sempre vissuto intensamente: ho amato tanto, ho sofferto quando è finita una storia, ma sempre con la consapevolezza di aver dato tutto me stesso, senza rimpianti.”
Analizzando questo brano e facendo un passo indietro rispetto ai tuoi lavori precedenti, si può fare un paragone con Troppo bella, in cui raccontavi un amore per una ragazza che non riuscivi a dichiarare e che non hai le mai espresso apertamente?
“Per certi versi sì, le due canzoni si possono accostare perché entrambe parlano d’amore. Però, entrando più nel dettaglio, Troppo Bella racconta l’amore di un ragazzo che desidera la donna amata al proprio fianco, con l’idea anche di costruire una famiglia.
L’amore è una follia, invece, rappresenta una consapevolezza più matura del significato dell’amore. Infatti nel brano dico: ‘Nu me vogl innamura’.
Sono due canzoni diverse, ma simili nel concetto di fondo: l’amore, in un modo o nell’altro, entra nella vita e travolge tutto. Fa parte di noi.”
L’amore è una follia” sembra mettere in discussione l’idea stessa di amore lucido: quando hai scritto questo brano, hai sentito più il bisogno di raccontare o di capire qualcosa che stavi vivendo dentro di te in quel momento?
“Quando lavoro alle mie canzoni, la riflessione arriva sempre alla fine, quando riascolto il brano. È in quel momento che do una chiave di lettura più chiara e definitiva.
In questo caso il concetto centrale è proprio l’amore. Non ho scritto il brano basandomi su qualcosa che stavo vivendo in quel momento, ma su un’idea più generale: l’amore come sentimento che fa parte della nostra vita quotidiana, capace di emozionare, far arrabbiare e anche riflettere. Ed è proprio questa sua complessità a renderlo affascinante.”

