Lisa Di Giovanni in Esclusiva: “Il giornalismo non è questione di visibilità, ma di responsabilità”

 In Interviste Esclusive

Non tutti i premi raccontano una carriera: alcuni raccontano una visione. Quella di Lisa Di Giovanni, vincitrice del Premio Carlo Delle Piane il 30 dicembre scorso, è una visione che mette al centro responsabilità e profondità. Ai microfoni di Passionecalcio.eu, la giornalista si è raccontata senza filtri, esprimendo anche un parere chiaro sul giornalismo di oggi e sulla sua evoluzione.

Nel mondo giornalistico i lettori e gli appassionati di scrittura e informazione ti conoscono come Lisa di Giovanni, e il tuo percorso fino ad oggi lo dimostra come testimonia anche il recente premio che hai ricevuto, mi racconti però facendo un passo indietro chi è Lisa nella vita di tutti i giorni con i suoi sogni le sue paure ma anche le sue certezze, e anche come è iniziato il tuo percorso come cronista?

La Lisa di tutti i giorni è una persona normalissima. Curo molto la casa con lavori manuali che ritengo essere molto formativi per l’essere umano e ho una gestione del tempo precisa ed equilibrata; ritengo che avere una capacità di gestione del proprio tempo sia fondamentale.
Sono molto amante e studiosa della conoscenza della mente umana, avendo fatto nel mio percorso formativo anche studi di psicologia precisi, con tanto di tesi di laurea, e adoro fare meditazione, che mi aiuta molto a gestire al meglio lo stress.
Sono una persona sognatrice ma che, al tempo stesso, considera importante e fondamentale la concretezza nelle cose. Il percorso come giornalista è stato complesso: ho iniziato gli studi a Teramo e mi sono messa subito a lavorare sul campo; sono infatti ben 25 anni che lavoro nelle telecomunicazioni.”

A proposito del premio, il riconoscimento in questione a cui si fa riferimento è Premio Internazionale “Carlo Delle Piane” per il Giornalismo e l’Editoria. Quale è stata la tua prima reazione alla notizia che avresti ricevuto questa onorificenza giornalistica, e nella tua testa in quel momento è scattato il pensiero ok il percorso si sta delineando e ce la sto facendo oppure è solo la tappa di un lunghissimo percorso?

“Sono stata felicissima di aver ricevuto questo riconoscimento così importante e prestigioso, e un mio collega mi ripete sempre la battuta, scherzando, di come io l’abbia ricevuto così presto. Sono del parere, però, che nonostante il prestigio di questo riconoscimento, questo obiettivo che ho raggiunto non sia affatto un punto di arrivo, ma anzi una conferma che quello che sto facendo è la strada giusta da intraprendere, che il percorso si sta delineando bene e che devo continuare verso nuovi obiettivi e non fermarmi.”

Se dovessi descrivere tutto il tuo percorso formativo e lavorativo che ti ha portata fino ad oggi con una parola chiave, quale useresti? C’è mai stato un momento in cui hai detto o pensato di mollare tutto?

“Una parola che sceglierei per descrivere tutto ciò che ho fatto nella sua globalità è senza dubbio tenacia, perché in questo lavoro essere tenaci è fondamentale se si vuole fare un percorso importante. Io ho fatto da subito la vera scuola, che è quella sul campo, dove veramente si impara ogni mestiere, come in questo caso quello del giornalismo, che anche se uno diventa pubblicista non è assolutamente meno rispetto al professionista, perché magari ha fatto l’università ecc., e chi sostiene questo non lo fa per invidia verso la persona che ha raggiunto l’obiettivo, ma criticandola in qualche modo la ammira e dentro di sé entra in gioco anche una forte frustrazione.
Mollare tutto? Nella mia vita ci sono stati anche per me momenti di fragilità, ma sono sempre stata una persona determinata e desiderosa di raggiungere il mio obiettivo, e avere una fragilità non vuol dire essere deboli, perché può insegnarti anche a crescere, a maturare e a capire tante sfaccettature della tua personalità.”

Uno degli aspetti che penalizza la società di oggi e anche l’editoria giornalistica è il fatto che ci si sorprenda ancora in particolar modo in negativo con commenti anche social orrendi, sul fatto che una ragazza o una donna si possa interessare e svolgere un lavoro del genere, ti chiedo tu che considerazione hai del mondo degli heaters?

“L’hater è un odiatore che si nasconde per evitare di evidenziare la propria frustrazione e il fatto che non riesce a raggiungere i suoi obiettivi che si prefissa inizialmente, o che, nel caso li raggiunga, non lo fa come la persona che lui stesso sta criticando. Le persone coinvolte da queste critiche, però, sono divise in due categorie: alcune sono forti e quindi non danno particolare peso a quel giudizio negativo; altre, invece, risultano fragili e purtroppo cadono facilmente nella loro trappola.”

Secondo te oltre al concetto di heaters, il fatto che venga sminuito o deriso il fatto ancora oggi che una donna possa fare questo lavoro è dovuto dalla mancata voglia delle persone di evolversi e di conoscere, oppure di ancora una mentalità gravemente retrogada maschilista?

“Secondo me non è una questione di mentalità retrograda, assolutamente no, perché bisogna anche guardare con attenzione il bacino di utenza a cui ci stiamo riferendo. Per esempio, se questa osservazione la poniamo agli utenti social, c’è questa fetta di persone che la pensa così; magari fuori, nel mondo cosiddetto reale, non è affatto così e forse c’è una visione più aperta e più ampia. Quindi, a mio modo di vedere, per questo giudizio negativo il mondo dei social e il chiudersi nel medesimo incidono tantissimo, perché non tutti, fortunatamente, la pensano come loro.”

Prima ti ho chiesto come descriveresti il tuo percorso con una parola, invece volevo sapere se tu potessi tornare indietro e fare un rewind c’è qualcosa che tu hai fatto sia nella tua vita di tutti i giorni che come giornalista, che rifaresti e che non rifaresti? C’è qualcosa di cui invece ti penti di non aver fatto e che avresti voluto fare?

“Rifarei esattamente tutto ciò che ho fatto fino ad oggi. Non ho assolutamente il rimpianto di non aver fatto una determinata cosa, sia nella mia vita quotidiana che nel mio percorso professionale: tutto ciò che ho fatto era quello che mi ero prefissata e non ho lasciato alcun dettaglio fuori dal percorso che mi sono posta, compresi anche gli studi di psicologia, di cui sono una grandissima appassionata, come ho detto prima.”

In queste settimane a tenere banco tra i vari casi di cronaca ci sono Garlasco e il caso Signorini tra i tanti con quest’ultimo che si è identificato come da gossip ma c’entra anche per come è avvenuto anche con la cronaca, ecco ti chiedo da giornalista come giudichi il modo di gestire notizie così forti da parte dei colleghi, perchè per esempio Corona ha ribadito che molti hanno paura di dire la verità dei fatti, sei d’accordo?

“Io non mi sono occupata nello specifico né del caso Garlasco né della diatriba tra Corona e Signorini e non ho mai voluto commentare queste due dinamiche, anche se sono stata invitata diverse volte a farlo. Quello che posso dire è che tutti vogliono la loro visibilità nella stesura di una notizia e si sovraespongono in modo estremo ed eccessivo per ottenere, appunto, grande visibilità. Per andare nello specifico, quindi, sulla diatriba Corona-Signorini, sono del parere che Corona attacchi il sistema ma, allo stesso tempo, ne benefici, mentre Signorini si distanzia da lui ma, allo stesso tempo, ne beneficia il suo ego, perché si parla di lui, e sono dell’idea che non ci sia né un buono né un cattivo in questa vicenda.”

Se dovessi dare un consiglio ai giovani che vogliono fare i giornalisti e intraprendere questo percorso, cosa gli diresti alla luce anche di quello che tu hai fatto?

“Io consiglierei di affidarsi a testate corrette, di farsi retribuire e di non accontentarsi mai, ed essere sempre ambiziosi. Un’altra cosa su cui mi soffermerei e che quindi consiglierei a coloro che vogliono fare questo lavoro e ai giovani è di non arrendersi e di non fermarsi al primo no: purtroppo, come in ogni lavoro, ci sono sempre momenti di difficoltà, ma questo non li deve fermare e devono insistere sempre, perché l’ostacolo si supera sempre e l’obiettivo si riesce sempre a raggiungere.”

Quali sono i tuoi progetti futuri in questo anno appena iniziato e oltre, e quale è l augurio che ti fai per il futuro?

Sto facendo tantissime cose nuove e belle che, per il momento, preferisco non spoilerare, ma ben presto verranno rese note e sarò felicissima di presentarle. Sto lavorando alla stesura di due libri che presenterò anche nel programma che conduco, di cui sono anche direttrice del magazine, ossia Libro Officina. Cosa mi auguro? Di essere sempre me stessa, con la stessa lucidità e grinta, essere sempre ambiziosa e non mollare mai.”

ARTICOLI CORRELATI