Lorenzo Amoruso in Esclusiva: “Gli insulti contro Bastoni sono inaccettabili ma la sua simulazione è stata una truffa per il calcio che doveva essere sanzionata”
A una settimana esatta dal playoff che decreterà se l’Italia potrà finalmente tornare a sognare un posto al Mondiale, competizione che manca ormai da ben 12 anni, è tempo di bilanci per i club.
Oltre alla debacle europea, a tenere banco è la volata finale in Serie A, con l’Inter – seppur in flessione – a +8 sul Milan e a +6 sul Napoli, che ieri ha avuto la meglio sul Cagliari.
Ma partenopei e rossoneri possono ancora ambire al primato, viste le difficoltà recenti dei nerazzurri? E quali sono le cause di questo calo? A questi quesiti, e non solo, ha risposto in esclusiva ai nostri microfoni l’ex difensore di Fiorentina, Bari e Rangers, Lorenzo Amoruso.
L’Inter dalla partita con il Bodo sembra aver avuto un calo di risultati e prestazioni: secondo te si può parlare di una vera e propria flessione oppure è un termine esagerato? E quanto può incidere, in questa fase della stagione, il fatto di aver dato priorità allo scudetto in termini di pressione sulla squadra?
L’Inter, inizio col dire che ha parecchi calciatori fuori. Poi però è anche vero che l’eliminazione contro il Bodø/Glimt è stata una botta molto sentita dal gruppo, visto che la squadra di Chivu è la più forte sia a livello di organico che di gioco.
I norvegesi poi sono stati eliminati dallo Sporting, quindi il rammarico per il club e per i tifosi cresce. Ma è altrettanto vero che una partita del genere capita raramente, soprattutto considerando l’ampio vantaggio che aveva la squadra di Knutsen, che in casa aveva fatto una gara seria e pazzesca, confermando che il loro campo è davvero ostico per tutti, visto che anche il Manchester City è dovuto arrendersi.
Tornando all’Inter, non dimentichiamoci che è ancora in corsa in Coppa Italia e che, oltre alle assenze, non si possono trascurare nemmeno gli errori arbitrali gravi subiti dalla squadra.
Priorità allo Scudetto? Sono le tipiche dichiarazioni di facciata dei calciatori, perché il vero giudice dei trofei è solo il campo.
Come è possibile che senza Lautaro e la sua leadership l’Inter non riesca a trovare quella figura che possa far sopperire la sua assenza? Cosa sta succedendo invece a Thuram e perchè sta avendo un calo cosi drastico?
“Lautaro Martínez è un attaccante incredibile, non solo dal punto di vista della leadership ma anche a livello tattico. Ha qualità importanti che mettono in difficoltà qualsiasi squadra che va ad affrontare, e la sua assenza pesa.
Non è un discorso che riguarda solo l’Inter: basti pensare che, se al Real togli Vinícius Júnior, la squadra di Álvaro Arbeloa andrebbe in difficoltà, perché per il gioco degli spagnoli il brasiliano è fondamentale. Lo stesso vale per Kylian Mbappé e tanti altri.
Tornando all’Inter, se a Chivu manca Lautaro, i difensori avversari giocano più tranquilli, perché hanno punti di riferimento più chiari. Quando invece c’è, tutto cambia, viste le tante soluzioni offensive che garantisce.
Marcus Thuram? Anche lui ha avuto infortuni importanti, soprattutto quest’anno. È vero che non è sempre facile mantenere continuità e numeri elevati, ma questo non cambia il valore del giocatore, che resta fantastico. E la coppia con Lautaro continua a funzionare.”
Secondo te Allegri ha ragione ad aver detto dopo la Lazio che l’obiettivo dei rossoneri è di guardare al 5° posto? Per il Milan del futuro c’è ancora posto secondo te per Modric oppure il club dovrebbe congedarlo?
“L’obiettivo di Massimiliano Allegri è sempre stato chiaro dal momento del suo ritorno al Milan: riportare la squadra in Champions League, che è la priorità assoluta anche dal punto di vista economico per il club rossonero. Questo permetterebbe di avere una base solida per il prossimo anno.
La differenza tra Inter e Milan è che il Milan è una squadra totalmente nuova e, nonostante questo, sta facendo un’annata positiva. I nerazzurri, invece, hanno il vantaggio che sì, Chivu è nuovo, ma è un allenatore già pronto perché conosce benissimo l’ambiente, visto che è cresciuto lì.
Luka Modrić? Assolutamente sì, il club può ripartire da lui anche il prossimo anno, con la consapevolezza però che non può giocare tutte le partite. Ma il croato, da grande professionista qual è, sa benissimo che la stagione sarà così e non avrà alcun problema ad adattarsi.”
L’Inter come sai ha un nodo da sciogliere che è quello legato al caso Bastoni, ti chiedo una tua considerazione su questa dinamica, e se a tuo modo di vedere non si sta arrivando oltre il limite nei confronti di questo ragazzo sia dai media che dai tifosi. Che accoglienza ti aspetti per lui domenica al Franchi che è uno stadio che conosci bene?
“L’episodio di Alessandro Bastoni è stato davvero brutto. Tra l’altro, in quella stessa giornata di campionato era successo qualcosa di simile anche a Parisi durante Como–Fiorentina, episodio che aveva fatto molto scalpore.
Situazioni come quella tra Bastoni e Kalulu non aiutano né l’arbitro né il VAR e dovrebbero essere punite, perché si tratta di una vera e propria “truffa calcistica”.
Con “truffa calcistica” intendo un episodio che danneggia lo spettacolo e, allo stesso tempo, prende in giro il tifoso, che ha il diritto di godersi la partita. Quello che ha fatto Bastoni compromette questo principio.
Se il VAR non interviene, allora deve farlo il giudice sportivo, che dovrebbe sanzionare dinamiche di questo tipo.
Gli insulti sui social? Sono il classico esempio del detto secondo cui la mamma dei cretini è sempre incinta, a conferma di un uso spesso eccessivo e scorretto dei social.
Per quanto riguarda i tifosi della Fiorentina, c’è il rischio che qualcuno si unisca ai fischi, ma la cosa più importante, soprattutto domenica, è stare vicino alla squadra, che ha bisogno di risultati per raggiungere la salvezza.”
In questo derby scudetto può ancora beneficiarne secondo te il Napoli considerando il calendario alla portata e che le sfide che affronterà saranno in casa?
“Io non credo assolutamente alla rimonta di Milan e Napoli, che non sono state costanti e concrete in questa stagione. Al cospetto di un’Inter che, sì, finora ha vinto solo contro la Juventus tra le big, ma è anche vero che con le altre, le cosiddette “piccole”, non ha lasciato neanche le briciole, dimostrandosi una squadra solida e compatta.
Rispetto alle squadre di Allegri e Conte, che sono cadute anche contro avversarie alla portata, l’Inter ha avuto maggiore continuità: gli scudetti si vincono anche in queste partite.
Per i nerazzurri, oggi, sembra solo una questione di tempo e di stabilire la data del tricolore, visto il vantaggio accumulato sulle inseguitrici.”
Conte sul suo futuro ha ribadito che sta bene al Napoli ma ha anche aggiunto che bisogna comunque fare delle riflessioni, ti chiedo dopo 2 anni cosi intensi è giusto che Conte e il club azzurro proseguano insieme o è meglio lasciarsi adesso per non odiarsi troppo dopo?
Sono dinamiche difficili da capire, perché non essendo dentro la situazione nessuno può avere certezze su ciò che accadrà riguardo il futuro di Antonio. È vero anche che quest’anno il Napoli non è stata la squadra che tutti ci aspettavamo e il fatto di non essere arrivata agli ottavi, soprattutto considerando il percorso nella fase a gironi di Champions, rappresenta un vero fallimento.
Già in estate avevo detto che, se fosse accaduta una situazione del genere, sarebbe stato un passo indietro evidente, anche in relazione al valore degli avversari affrontati, sulla carta piuttosto abbordabili”
Il Como può essere la squadra che può soffiare il posto Champions ad una big e chi delle big tra Juve e Roma rischia secondo te considerando la brusca frenata dei giallorossi di queste ultime settimane? Quanto peserà per la squadra di Gasperini l’eliminazione di ieri anche dal punto di vista morale oltre che di classifica
“Il Como è un outsider nella lotta Champions e, per questo, la squadra di Cesc Fàbregas non ha pressioni né l’ossessione di arrivarci. Situazione diversa per Juventus e Roma, che anche dal punto di vista economico hanno bisogno della qualificazione per costruire o completare le prossime stagioni.
La Roma è in netto calo, e la partita contro il Bologna lo dimostra: una gara preparata molto bene da Vincenzo Italiano.
Quanto peserà l’eliminazione? Senza impegni europei la Roma potrà lavorare con maggiore attenzione e precisione, gestendo meglio le energie e affrontando il finale di stagione con più continuità, considerando anche il tipo di preparazione che richiede Gian Piero Gasperini, che comporta un dispendio fisico importante.”
L’eliminazione dell’Atalanta ha suscitato parecchia preoccupazione e clamore anche in vista dei Playoff dell’Italia, ti chiedo l’eliminazione dalla Champions della squadra di Palladino contro il Bayern è un ulteriore campanello d’allarme per il calcio italiano, o vista la caratura dei bavaresi non è questa la partita che ce lo doveva far capire?
“Che il calcio italiano sia in netta difficoltà non lo scopriamo certo oggi, e non serviva la partita dell’Atalanta per capirlo.
Quello che non mi è piaciuto, piuttosto, è stata la scelta di Palladino di cambiare modulo in una partita così delicata contro una corazzata come il Bayern Monaco, passando a una difesa a quattro e, di fatto, condannando una squadra abituata a giocare a tre.
Non so se questa scelta si possa definire presuntuosa, ma in una partita del genere non puoi permetterti un cambiamento così radicale. Magari avrebbe perso comunque, ma difficilmente con un passivo così pesante.”
L’ultima volta che ci siamo sentiti, mi avevi detto riguardo la Fiorentina che la squadra ha in organico giocatori non abituati a lottare per la salvezza. Ti chiedo l’arrivo di Paratici in dirigenza e la sua conseguente leadership vincente può aver aiutato il gruppo a tirar fuori il carattere e quindi agevolare il lavoro di mister Vanoli? Il match contro l’Inter arriva nel momento giusto considerando poi sia la sosta, che l’impegno di ieri in Conference e che gara t aspetti?
Certo, un dirigente di quel calibro come Paratici è normale che susciti interesse e curiosità nei calciatori, anche per via del suo curriculum. La sua figura ha sicuramente aiutato la Fiorentina a rialzare la testa dopo un inizio difficile.
È altrettanto vero, però, che adesso servono continuità e risultati concreti: la salvezza è ancora un obiettivo non blindato per la squadra di Vanoli, quindi alle parole devono seguire i fatti, in maniera costante.
La partita con l’Inter? Dal punto di vista tattico incide relativamente, perché le gare sono tante e aver giocato giovedì comporta un grande dispendio di energie, soprattutto considerando una trasferta insidiosa. Sul piano mentale, invece, è una gara importante: la squadra non può sbagliare e troverà un’Inter che, arrabbiata per quanto accaduto con gli arbitri, non può permettersi ulteriori passi falsi.
Frey ha sottolineato in un suo intervento che la Fiorentina deve dare priorità assoluta alla salvezza anzichè alla Conference, ti chiedo ma la coppa e quindi rimanere sempre concentrati e sul pezzo può essere invece un ulteriore aiuto per lo sprint salvezza, o ritieni che giocare una volta alla settimana sia più utile per un obiettivo cosi delicato? Quale partita che rimane secondo te può essere lo spartiacque salvezza per la Fiorentina?
Le coppe sono le coppe, ma il dosaggio che sta facendo Vanoli dei giocatori ha aiutato la squadra a restare sul pezzo anche in situazioni complicate, come la partita di ieri di Conference League, in cui non sono stati coinvolti diversi titolari che però domenica ci saranno. L’obiettivo principale resta trovare un’identità precisa, ma la speranza è che la salvezza arrivi nelle prossime quattro partite. La gara decisiva? Quella contro il Lecce: con quei tre punti, aggiunti ad altri risultati positivi, il traguardo sarebbe praticamente raggiunto. La sfida con l’Inter, invece, va affrontata con l’idea che tutto ciò che arriva è un bonus.

